Storia delle Ali Reggiane

    Frecce tricolori

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    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 9:59 pm


    Sul finire del 1960 lo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare italiana maturava la decisione di costituire un nuovo reparto di volo a cui assegnare il compito di rappresentare l'immagine dell'Italia e della forza armata nelle manifestazioni aeree nazionali e internazionali.


    Ultima modifica di Green_Group il Ven Nov 21, 2008 9:06 pm, modificato 1 volta

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 10:01 pm


    Nasceva cosi la PAN, la Pattuglia Acrobatica Nazionale delle "Frecce Tricolori'" che assumeva la Denominazione ufficiale di 313° Gruppo di addestramento acrobatico.
    Il reparto veniva dislocato sull'Aeroporto di Rivolto, in Friuli, e diventava operativo nel 1961, ereditando dai reparti che lo avevano preceduto una tradizione di efficienza e di abilità.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 10:03 pm


    Prima di quella decisione il compito di rappresentare l'Italia nelle acrobazie era stato affidato a rotazione, anno per anno, a diversi reparti da caccia dell'Aeronautica Militare.
    Oltre alla pattuglia titolare operava anche una pattuglia di riserva, che avrebbe assunto a sua volta il ruolo di titolare l'anno successivo.
    In questa modo la pattuglia di riserva portava a termine il suo addestramento intervenendo a manifestazioni minori a cui, per contemporaneità di impegni, non poteva partecipare l'altra.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 11:00 pm


    Un po’ di storia
    In Italia l'acrobazia aerea era, negli anni dopo la fine della prima guerra mondiale, appannaggio esclusivo dei piloti da caccia che in essa esprimevano la foro foga e il loro temperamento.
    Tale attività era osteggiata dalle autorità superiori che la consideravano una prodezza da saltimbanchi.
    La situazione cambiò nel 1923, quando l'Aeronautica venne costituita come arma autonoma e il governo dell'epoca vide nella nuova specialità un elemento di prestigio da utilizzare per esaltare l'immagine dell'Italia nel mondo.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 11:02 pm


    Cominciarono cosi le cosiddette "giornate dell'ala", le crociere e le partecipazioni a manifestazioni aeree all'estero con presentazioni acrobatiche individuali e sorvoli di velivoli in formazione che assumevano la forma di un triangolo, di un otto, di una freccia o altro.
    Il volo di queste formazioni, che mantenevano un impeccabile allineamento e configurazione, non era ancora una forma di acrobazia aerea ma ne costituiva una base essenziale.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 11:04 pm


    I saltimbanchi di Campoformido
    Un deciso contributo alla nascita dell'acrobazia collettiva in Italia fu dato dal colonnello Rino Corso Fougier quando, nel 1928, assunse il comando dello Stormo da caccia sull'aeroporto di Campoformido.
    Fougier riusci a finalizzare l'esuberanza dei suoi piloti, barcamenandosi fra l'entusiasmo dei gregari e i richiami del Ministero, praticando un addestramento in cui oltre al volo in formazione aveva importanza anche la manovra collettiva.
    Sotto il suo impulso le figure acrobatiche entrarono a far parte del programma delle manifestazioni aeree in un crescendo di successi e di entusiasmo del pubblico.
    A conferma del cambio di tendenza che si stava verificando, nel 1930 venne addirittura costituito sull'aeroporto di Bresso, alla periferia di Milano, il "nucleo di alta acrobazia" con il compito di curare e perfezionare l'addestramento dei piloti da caccia nell'acrobazia individuale e collettiva prima di avviarli ai reparti.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Lun Nov 17, 2008 11:07 pm


    Successi e crociere all'estero
    L’ ufficializzazione dei "saltimbanchi" avvenne con le esibizioni del 1° Stormo caccia sull'aeroporto di Campoformido e con il suo trasferimento a Roma per partecipare alla seconda giornata dell'ala nel 1932.
    In quell'occasione il 1° Stormo si esibì con un pattuglione di 27 caccia C.R.20, guidati dal colonnello Rino Corso Fougier, che esegui le manovre in formazione con una pattuglia da assalto comandata dal maggiore Cerutti e con una formazione acrobatica guidata dal tenente Zotti.
    Alle giornate dell'ala fecero seguito partecipazioni a manifestazioni a Genova, a Trieste, al meeting internazionale di acrobazia di Zurigo, alla "Air Races" di Cleveland, seguite negli anni successivi da esibizioni negli USA, in Austria, Germania, Belgio, Francia, Ungheria e Romania.
    Una lunga serie di manifestazioni, una vera crociera, fu svolta in Sud America, con un notevole impegno organizzativo e logistico per il trasporto via mare dei velivoli e la loro manutenzione.
    Lima, Las Palmas, Santiago del Cile, Buenos Ayres e Rio de Janeiro furono alcune delle tappe della trionfale tournee, che portò alle stelle l'entusiasmo e l'orgoglio degli italiani emigrati in quei paesi.
    Nel 1939, in occasione dell'inaugurazione dell'aeroporto di Torino Caselle una pattuglia di nove C.R.42, guidata da Simeone Marsann, esegui l'ultima esibizione acrobatica prima della scoppio della seconda guerra mondiale, un evento che riportò l'acrobazia alla sua origine, una lotta per la vittoria e la sopravvivenza.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Gio Nov 20, 2008 10:23 pm


    In Italia il travagliato periodo della ricostruzione e della ricostituzione delle forze armate si concludeva con l'ingresso nella NATO, al fianco degli ex avversari.
    L'addestramento acrobatico era sempre basilare nella formazione dei piloti, ma la sua spettacolarità era limitata a singole esibizioni di piloti esperti.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Gio Nov 20, 2008 10:28 pm


    Capriole a Reazione
    Contemporaneamente si aveva il passaggio epocale dal motore a pistoni alla propulsione a reazione, con velocità che sembravano irraggiungibili solo pochi anni prima.
    La rinata aviazione italiana ricevette i primi aviogetti, i De Havilland Vampire di provenienza inglese.
    Con questi velivoli vennero ricostituiti i primi reparti da caccia, tra i quali il 6° Gruppo del 4° Stormo da caccia, a cui toccò l'onore e l'onere di riaprire il capitolo della partecipazione italiana alle esibizioni aeree internazionali.
    Nel luglio del 1952 sull'aeroporto belga di Melsbroek venne organizzata un'esibizione aerea delle nazioni NATO a cui partecipò anche l'Italia;
    a rappresentarla venne inviata una formazione del 4° Stormo composta dai tenenti Ceoletta, Bombardini e Guerrieri e dal sergente maggiore Galgani.
    Gli uomini del "cavallino" si esibirono con i loro Vampire in maniera impeccabile, suscitando l'entusiasmo dei presenti e reinserendosi a pieno titolo nel panorama internazionale dell'acrobazia.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 8:49 pm


    Getti Tonanti
    Nel 1952 cominciarono a essere consegnati all'Italia i primi Republic F-84G Thunderjet, con cui veniva aggiornata la linea di volo delle Aerobrigate.
    Si costituirono pattuglie acrobatiche di vari reparti che si confrontavano fra loro e la cui presenza veniva sempre più spesso richiesta all'estero.
    Negli anni fra il 1953 e il 1956 i "getti tonanti" della 5° Aerobrigata e le "tigri bianche" della 51 entusiasmarono gli spettatori delle manifestazioni aeree.
    Con una formazione di quattro aerei (la più adatta alla sagoma ad ala dritta degli F-84G), i "getti tonanti" nel luglio del 1954 sbalordirono il pubblico di Utrecht, in Olanda.
    Partiti con una formazione a rombo, dopo una serie di trasformazioni e di tonneau conclusero la loro esibizione con la "bomba”:

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    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 8:50 pm


    L’anno successivo all'aeroporto di Cuatro Vientos a Madrid la "bomba" venne ripetuta tre volte, diventando la "triplice bomba”:
    Un ulteriore brivido si ebbe quando fu eseguito il doppio tonneau:
    partendo da una formazione in linea, i gregari interni, con una elegante piroetta, diventano esterni, ritornando poi al loro posto dopo che gli altri componenti della pattuglia ripetevano la manovra appena conclusa della formazione.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 8:51 pm


    Nel primo periodo di attività, i "Getti" operarono con la normale colorazione di reparto (almeno un velivolo portava il fulmine rosso del 101° CB), ma quando nel 1960 la pattuglia divenne la rappresentante ufficiale dell'A.M., si adottò per ogni velivolo un colore diverso, che venne dipinto sul timone verticale intorno all'abitacolo e sul muso:
    su quest'ultimo vennero poi posti i cerchi olimpici, per ricordare l'avvenimento sportivo più importante del 1960.
    le Olimpiadi di Roma.
    Nel 1956 l’Aeronautica decideva di affidare a rotazione per un anno a ogni Aerobrigata l'incarico di rappresentare la tradizione acrobatica in patria e all'estero.


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    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 8:53 pm


    Le tigri bianche
    Le "tigri bianche" della 51a aerobrigata parteciparono nel 1956 a 52 manifestazioni aeree nazionali e a 10 internazionali, fra cui quelle a Ypenbourg, in Olanda, a Ginevra, Tours, Tolosa, Bordeaux, Strasburgo e Monaco di Baviera.
    Fra le manifestazioni tenutesi in Italia, la M.A.F. 56, che si svolse nell'area dell'aeroporto di Fiumicino allora in costruzione, ebbe un tale successo di pubblico da far dimenticare le "giornate dell'ala" degli anni Trenta.
    Nel 1957 il compito di rappresentare l'Italia nel mondo dell'acrobazia aeronautica venne assegnato alla 4a Aerobrigata, che all'epoca aveva base presso l'aeroporto di Pratica di Mare (Roma).

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 9:01 pm


    I Cavallini Rampanti
    Con il passaggio del testimone fra i reparti, cambia anche il tipo di velivolo impiegato.
    La 4a Aerobrigata riceve in dotazione i North American F-86 Sabre, con ala a freccia e prestazioni supersoniche.
    Per i velivoli della pattuglia venne scelta una livrea particolarmente sgargiante e la formazione, inizialmente a quattro elementi, passò presto a cinque, poiché la geometria del Sabre consentiva un miglior inserimento.
    Anima della pattuglia del "cavallino" fu il maggiore Aldo Melotti che, seguendo le esibizioni delle pattuglie straniere, ne aveva analizzato le figure e studiate di nuove.
    Melotti aveva creato un forte spirito di gruppo, amalgamando il personale di volo con quello di terra, curando la livrea dei velivoli e provando personalmente in volo le figure prima di chiedere ai suoi gregari di eseguirle.
    Fu lui a introdurre il decollo e l'atterraggio in formazione, che ancora non veniva eseguito all'estero.

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    Re: Frecce tricolori

    Messaggio  Green_Group il Ven Nov 21, 2008 9:04 pm

    Il programma di volo prevedeva:
    decollo in formazione seguito da una trasformazione da cuneo a freccia;
    un looping con trasformazione a cuneo;
    rovesciamento e tonneau;
    rovesciamento e trasformazione da cuneo in ala destra;
    looping in ala destra;
    imperiale con mezzo tonneau trasformando in ala sinistra;
    imperiale con trasformazione ad H;
    looping;
    Schneider doppia di 360° con rovesciamento;
    "bomba" e ricongiungimento con rovesciamento;
    atterraggio in formazione.
    I velivoli avevano come riferimento a terra l'asse della pista, in modo da essere sempre in vista del pubblico senza costringere gli spettatori a girarsi per seguirne le evoluzioni.
    Fra le piu significative esibizioni del "cavallino rampante" ci sono stati Torino, Milano con la MAB. 57, Marsiglia e la chiusura del Salone internazionale dell'aeronautica a Le Bourget di Parigi.

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