Storia delle Ali Reggiane

    Capt. Stanford Tuck

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:44 pm

    Il 110 arriva... ritiene di scorgere i propri colpi andare a segno, ma quando ci si scontra di fronte si vede poco e il velivolo nemico offre un bersaglio molto piccolo:
    soltanto i motori e la linea sottile delle ali.
    I due caccia si avvicinano a quasi seicento miglia l'ora e Tuck ha appena qualche istante ancora... le sue pallottole fanno centro... ma ormai stanno per scontrarsi: sta puntando diritto contro la macchina nemica... nessuno dei due piloti cambia assetto e ambedue continuano a sparare.
    Non vogliono offrire all'altro un bersaglio più grande dando una strappata ai comandi:
    in un certo senso, è tutta questione di nervi.
    Tuck china la testa sapendo che si scontreranno;
    si avvicinano... sono passati: il caccia nemico lo ha sfiorato sopra o sotto, Tuck non lo sa con esattezza.
    Si guarda alle spalle... eccolo!
    Il 110 sta virando verso est, si dirige nell'interno, sta andandosene... non torna indietro.
    Tuck ha sparato una gran quantità di munizioni, ma forse ne ha ancora abbastanza... se riesce a raggiungerlo.
    Piega a destra e picchia;
    il nemico sta anch'esso picchiando, diretto a oriente; ha più di un miglio di vantaggio e Tuck guadagna qualche poco nella virata.
    Lo Spit va ancora a tutto motore; il 110 non è veloce come il 109 e Tuck, picchiando con l'elica al massimo dei giri, guadagna terreno.
    Il nemico deve averlo visto perché picchia sempre più mentre lui lo insegue, avvicinandosi velocemente:
    lo vuole agguantare, e presto.
    Il 110 è quasi a terra, ovviamente diretto al proprio campo e il mitragliere è chiaramente visibile, di fronte a lui, in attesa con l'arma già puntata.
    Ben presto è a tiro.
    Il 110 sta pelando le cime degli alberi e lo Spit si avvicina ancora: cinquecento metri, quattrocento.
    Tuck lo ha collimato e tiene fermo il proprio velivolo.
    Il pilota nemico tenta di togliersi di mira, muovendo i timoni di fianco e facendo lievi accostate;
    ma Tuck aspetta e poi riprende a puntarlo... più vicino, sempre più vicino, con qualche correzione... adesso... è a tiro. Fuoco!
    Le traccianti volano verso il 110 e il suo mitragliere, arcuando leggermente la loro traiettoria nel vento.
    Zeng!

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:47 pm


    Tuck sente un colpo; un altro gli si viene a schiacciare contro il parabrezza:
    il mitragliere nemico è un buon tiratore.
    Sono cosi vicini alle cime degli alberi e ai tetti che un piccolo sbaglio può essere l'ultimo.
    Vede i suoi colpi entrare nel 110, ma il pilota nemico vira e s'inclina:
    Tuck spara ancora, una breve raffica; l'avversario si butta ancora più basso.
    Proprio davanti... una linea ad alta tensione e il tedesco vi passa sotto;
    lui invece esita e poi tira su all'ultimo momento:
    cosi facendo espone il ventre del velivolo, l'armiere nemico spara immediatamente e Tuck sente i colpi che gli arrivano sotto.
    È stato preso.
    Deve eliminare il mitragliere prima che lo Spit sia colpito gravemente su territorio nemico:
    picchia di colpo inseguendolo;
    il pilota tedesco tenta ancora azioni evasive, ma questa volta Tuck gli si attacca addosso con una violenza feroce... prende la mira... è a tiro... sta volando diritto e livellato: fuoco !
    Tuck non sa bene quante munizioni gli siano rimaste, ma sa che deve, per prima cosa, eliminare il mitragliere.
    Lo Spit gli è quasi addosso: vede i suoi colpi entrare nella parte posteriore dell'abitacolo, l'armiere cade di colpo e la lunga canna si affloscia di lato senza
    più sparare: lo ha fatto fuori ! .
    Anche il pilota se n'è accorto e vira bruscamente, ma Tuck lo segue.
    Il Me 110 è alla sua mercé; si sta dirigendo verso un campo aperto che gli si apre davanti:
    gli si mette in coda e sta quasi per sparare di nuovo quando il 110 si abbassa, si abbassa sempre più... diminuendo la velocità.
    Lo sta sorpassando e allora vira di fianco.
    Il 110 sta atterrando; guarda il bimotore sfiorare il prato, toccare terra... scavare un solco in mezzo a una nuvola di polvere e di fango.
    Tuck vira di nuovo e si mette a girare attorno all' aeroplano ormai fermo; il pilota ne salta fuori, sano e salvo e rimane vicino al suo velivolo a guardare lo Spitfire che vola basso.

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:48 pm

    Un buon pilota... ma lo Spit era troppo veloce per lui.
    Tuck gli passa sopra con i flap abbassati... apre l'abitacolo e saluta con la mano il nemico sconfitto.
    Ma un foro appare d'un tratto nel fianco del tettuccio: un colpo attutito e un buco;
    guarda in giù: il pilota nemico è in piedi con qualcosa in mano.
    Gli ha forse sparato?
    Tuck sente bollirsi il sangue: vira di colpo e si butta a terra mirando al 110 sfasciato e al pilota che gli sta vicino;
    prima che questi abbia il tempo di muoversi, o si possa rendere conto di quanto sta facendo, lo Spit gli è sopra, a pochi metri di quota.
    Tuck preme il bottone;
    ha ancora delle munizioni e le armi sputano uno zampillo di pallottole:
    il fango saltella e il 110, squarciato, s'incendia.
    Tuck non sta a vedere che cosa accade al pilota nemico, ma questa volta nessuna pallottola colpisce il suo caccia:
    si mette a cabrare e si dirige verso la costa.
    Comincia adesso a risentire gli effetti del combattimento e della lunga giornata; è solo e molto addentro in territorio nemico: deve perciò arrivare alla base senza farsi scoprire.
    Mette la prua a occidente e continua a far quota ,controllando continuamente il cielo alle sue spalle;
    per sua fortuna è del tutto libero.
    Non ha molto tempo da dedicare al pensiero di tornarsene con due vittorie... tre in un giorno!
    È troppo dedito alla navigazione, al livello del carburante e al nemico.
    Mentre prende quota gli si scopre davanti la costa;
    Dunkerque è di fianco: vira a nord-ovest e ben presto passa veloce al di sopra della spiaggia... diretto in Inghilterra.
    Dopo qualche minuto si sente più sicuro, ma continua a guardarsi alle spalle; poco distante un altro velivolo, sulla stessa rotta... è uno Spit.
    Si dirige verso di lui: è uno del 92° Gruppo, è Tony Bartley!

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:49 pm

    Avvicinatosi all'aeroplano vi vede molti buchi, ma nel frattempo Bartley lo chiama per radio per dirgli che il suo caccia è molto malridotto!
    Si mettono in coppia e si dirigono verso Hornchurch; la costa inglese è visibile davanti a loro e poco dopo la sorvolano... ambedue i motori funzionano ancora bene.
    Però le lancette degli strumenti stanno andando verso il rosso, sul velivolo di Tuck; pare che stia perdendo anche le ultime gocce del liquido di raffreddamento; il Merlin continua a girare, ma il suo rombare comincia a suonare in falso, senza contare che le temperature continuano a salire di momento in momento.
    Ecco il campo!
    Bartley gli è accanto e Tuck gli dice di essere nei guai; Tom risponde che lui può attendere e gli suggerisce di atterrare subito.
    Chiude un po' la manetta e picchia leggermente, ma proprio in quel momento il motore si mette a zoppicare e non ne vuol più sapere: dà un'occhiata agli strumenti: tutte le lancette sono sul rosso, al massimo: bisogna fermarlo.
    Deve atterrare subito, senza stare a seguire il circuito, diritto come si trova.
    Abbassa il carrello e guarda l'indicatore di velocità che cala rapidamente, poi picchia e si mette in volo planato: non ce la fa ad arrivare nella consueta striscia di atterraggio... è troppo corto.
    Il motore borbotta, cigola e si arresta definitivamente.
    Non può più contare sul suo aiuto, deve atterrare a tutti i costi; potrà arrivare giusto giusto sul prato che è accanto alla torre di controllo.
    Tira la leva, lavora di piedi... rimbalza un po', ancora... poi rulla diritto, con l'elica in croce; lo Spit tende ad andare a destra e Tuck deve fare continuo uso del freno sinistro per tenerlo diritto, oltre che del timone di direzione: evidentemente la gomma destra è a terra.
    Riesce a evitare di fare una cappottata e finalmente il caccia cosi mal conciato si ferma.
    Tuck si alza lentamente dal posto di pilotaggio dopo essersi slegato e avere slacciato cinghie e cavi; poi scende sull'ala sinistra e allora può vedere bene i buchi che ha riportato nella fusoliera e nella velatura.
    Il primo ad arrivare è Bouchier, il comandante della base, che appare agitatissimo: urla a Tuck di togliere subito di lì il caccia.

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:49 pm

    Evidentemente indignato ricorda al pilota che deve sapere benissimo come sia vietato parcheggiare gli aeroplani in quel punto;
    Bouchier teme che altri velivoli debbano atterrare e potrebbero andare a sbattergli contro.
    Mentre ancora sta camminando a gran passi, urlando in continuazione di levare di lì l'aeroplano, dà un'occhiata allo Spitfire e tace di colpo.
    Vede poi la gomma sgonfia, i buchi e i danni sparsi qua e là dappertutto, si rende conto dell'assurdità di tutta la scena e a un tratto si mette a ridere, quasi senza accorgersene.
    Ride così forte e così di gusto che anche Tuck si mette a ridere con lui..


    Dopo quel primo giorno di combattimento, Tuck continuò la sua dura guerra contro la Luftwaffe per quasi diciotto mesi; in molte altre occasioni, durante questo periodo, si portò vicinissimo al nemico, rischiando molto e incassando colpi pur di distruggere l'avversario.
    nel gennaio del 1942, venne abbattuto dal fuoco dell'artiglieria contraerea mentre stava mitragliando obiettivi terrestri nei pressi di Boulogne.
    In quel momento aveva ventinove vittorie confermate.
    Fu catturato dai soldati tedeschi, ma solamente dopo aver attaccato di nuovo la postazione che lo aveva colpito, distruggendola con tutti i serventi e il veicolo che li portava.
    Poco dopo ebbe un'interessante conversazione con un pilota tedesco che era il comandante della caccia della Luftwaffe che si batteva contro la RAF: il tenente colonnello Adolf Galland.
    Questi aveva già avuto notizia di Tuck perché, nell'ultimo scontro che avevano avuto, lo aveva quasi preso di sorpresa alle spalle.

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:50 pm

    Gli aveva mandato l'invito per una cena alla mensa del 26° Stormo la sera stessa della sua cattura; nel riceverlo egli fece notare che nel loro ultimo incontro era stato quasi sul punto di ucciderlo.
    Tuck si mise a riflettere e poi si ricordò di quel volo: era alla testa del suo stormo che effettuava una crociera offensiva sulla Francia ed era stato preso di sorpresa da dei 109 che gli erano piovuti addosso dall'alto.
    La coppia di testa della formazione tedesca era passata attraverso tutte le pattuglie degli Spit buttandosi direttamente sul comandante britannico, Tuck.
    Questi, all'ultimo momento, aveva virato disperatamente, ma il Messerschmitt, che gli era ormai in coda, aveva abbattuto il suo gregario; a sua volta, Tuck aveva abbattuto quello di Galland.
    «Cosi, era lei» disse Tuck. «lo feci fuori il suo gregario mentre mi passava davanti» Galland gli aveva risposto: «E io avevo fatto fuori il suo, il che ci mette, come dite voi? sullo stesso piano ».
    Tuck venne inviato in un campo di prigionia (lo Stalag Luft III) dove ritrovò Bushell, Douglas Bader e molti altri.
    Sfuggi alla morte in diverse occasioni soltanto per la sua buona fortuna: una volta, quando avrebbe dovuto partecipare a quella che, fin da allora,
    venne conosciuta come «la grande fuga» (esiste un libro con questo titolo, scritto da Paul Brickhill, che narra tutta la storia nei suoi particolari) fu trasferito per due settimane in un altro campo.
    La fuga avvenne com'era stata progettata e settantasei prigionieri evasero attraverso una galleria che avevano scavato; furono però tutti ripresi, compreso Roger Bushell, meno tre e furono poi uccisi dalla Gestapo.
    Dopo diversi tentativi gli riusci alla fine di scappare da un campo della Polonia, nel tremendo gennaio del 1945; per settimane e settimane, insieme ad altri fuggitivi, si diresse verso est, incontro alle armate russe che avanzavano.
    Diverse volte fu sul punto di rimanere intrappolato dalle truppe tedesche ma, alla fine, congelato in più parti e quasi morto di fame, incontrò i russi che, prima di accettare per vero quello che raccontava loro, stavano per sparargli; non riuscì a ottenere di essere spedito a Mosca e fu invece obbligato a combattere con loro contro i tedeschi per due settimane, rifacendo all'incontrario la strada che aveva percorso nella sua fuga.

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    Re: Capt. Stanford Tuck

    Messaggio  Red_Group il Gio Dic 04, 2008 10:52 pm


    Sfuggito finalmente anche ai sovietici riuscì a scappare dalla Polonia fino in Russia, dove gli fu possibile telefonare all'ambasciata britannica a Mosca; qui gli dissero di prendere il primo treno per la capitale, il che fece immediatamente.
    Da Mosca venne mandato a Odessa dove s'imbarcò su un piroscafo diretto in Inghilterra.
    Il totale delle vittorie realizzate da Tuck è notevole per il fatto che, anche alla fine della guerra, si trovava all'ottavo posto nella classifica dei cacciatori della RAF, nonostante che fosse stato prigioniero per tre anni!
    Nel periodo successivo al conflitto era stato riconosciuto come uno dei più valenti piloti bellici sia dal suo antico nemico, Adolf Galland, sia dai suoi stessi compagni. Ricevette la DSO, la DFC e due barre e la decorazione americana DFC: quel ragazzo che stava per essere esonerato dalla scuola di pilotaggio ed era stato oggetto di particolari cure da parte dei suoi istruttori aveva dimostrato quanto queste fossero state bene spese.

    The Fighter Pilots

      La data/ora di oggi è Mar Mag 22, 2012 2:56 pm