Il Breda 88M
Poichè nonostante le demolizioni, l'impiego quale aerei civetta e l'uso come bersaglio sul poligono di Furbara sul territorio metropolitano era ancora disponibile un numero piuttosto consistente di Breda 88, lo SM della Regia Aeronautica decise di trovarne una nuova utilizzazione:
il bombardamento a tuffo, ruolo per il quale la RA aveva sempre estremo bisogno di aeroplani.
Il Centro Sperimentale di Guidonia eseguì prove in galleria del vento su un modellino del Lince dotato di freni aerodinamici di due diversi tipi, e quindi passò all'installazione di questi dispositivi sull'esemplare MM.3986, mentre la Breda si incaricò di modificare per lo stesso compito l'MM.3985.
Fu ordinata all'Agusta la trasformazione di 40 esemplari nella versione 88M (M per Modificato) dotato dei ben più fidati FIAT A.74 (che lo rendevano sottopotenziato ma più sicuro) e rimuovendo tutte le attrezzature non necessarie al bombardamento in picchiata allo scopo di alleggerirne la cellula:
furono eliminati il serbatoio posteriore inferiore, tutto il complesso dell'armamento difensivo, il traguar¬do di puntamento e il comando sgancio bombe, l'im¬pianto fotografico, la parte trasmittente dell'apparato radio, la spezzoniera esterna Nardi sostituita da una interna a cestello al posta dell'osservatore-mitragliere, l'armamento in caccia passava a due sole mitragliatrici da 12,7 mm.
Per contro l'apertura alare veniva aumentata di 2,10 m, con conseguente aumento della superficie e riduzione del carico alare di 30 kg/mq, erano applicati freni aerodinamici a persiana Junkers e la fusoliera allungata di 80 cm (non tutte le fonti, però, sono d'accordo su questa dettaglio).
Esternamente erano ap¬plicati punti d'attacco per una bomba da 5OO kg 0 due da 250 kg 0 tre da 100 kg.
Anche se con tutte le prestazioni ulteriormente diminuite, si tentava di farne almeno un aereo «volabile».
Il primo Breda 88M (MM4030, un ex-doppio comando) fu assegnato al 10 Nucleo Addestramento Tuffatori di Lonate Pozzolo nel marzo 1942, mentre altri quattro esemplari (MM.3985, 3971,3963,4034) furono dati in carico contemporaneamente al 1010 Gruppo Tuffatori.
No¬nostante il netto miglioramento, il Lince rimaneva tutto meno che una macchina brillante e il 1010 Grp
Restituì i suoi aerei, che passarono al 10 NAT, per equipaggiarsi con CR.42AS.
Alla fine del 1 942 il 10 NAT aveva ricevuto sette Breda 88M (di cui almeno l'MM 4020 pare conservasse l'abitacolo biposto), ma probabilmente ne ricevette altri successivamente.
Tutti i programmi di assegnare aerei di questa versione a reparti operativi furono lasciati cadere, mentre lo SM ordinò la conversione di altri 40 Breda 88 (non sappiamo quante conversioni delle prime 40 ordinate siano state veramente effettuate) con armamento ridotto a una sola 12,7 mm in caccia (ma se ne potevano montare fino a quattro), predisposizione per l'applicazione di corazzature e parabrezza in blindovetro, un intaglio sul bordo d'entrata dell'ala sinistra per migliorare la visibilità verso il basso, un collimatore C collegato con l'altimetro elettroacustico, finestrino antipioggia, presa d'aria per la ventilazione della cabina, impianto ricetrasmittente già sperimentato sull'MM .3969, predisposizione per l'installazione di una macchina fotografica Robot.
Essendo destinati prevalentemente all'addestramento, questi Breda 88M non avrebbero avuto alcune delle caratteristiche belliche previste dai Breda 88M del primo lotto.
Mentre si sa che immediatamente prima dell'armistizio tre Breda 88 ( quasi certamente M del 1° lotto) erano in carico al 1030 Gruppo Tuffatori di Lonate Pozzolo, nessuna traccia ci è rimasta di quelli del 20 lotto, per cui è probabile che l'Agusta non abbia neppure iniziato le trasformazioni.
Dopo l'armistizio i tedeschi e l' ANR si impadronirono dei pochi Breda 88M rimasti sugli aeroporti dell'ltalia Settentrionale, ma sembra che tutte le macchine siano rimaste inutilizzate tranne l'MM .4605 che, con insegne tedesche imposte dal RUK, fu utilizzato dal Reparto Sperimentale dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.



