
Enrico Forlanini, nato a Milano nel 1848, fu una delle personalità più rilevanti del periodo pionieristico dell'aviazione.
Ufficiale del Genio, costruì nel 1876 un elicottero a due eliche coassiali di quasi tre metri di diametro, azionato da un motore a vapore bicilindrico che, primo al mondo, riuscì ad elevarsi e mantenersi alla quota di 13 metri, durante un esperimento tenuto nel Teatro della Scala.
Negli anni successivi l'inventore provò numerosi modelli di aerei a razzo, studio i problemi della missilistica, giungendo all'intuizione dei veicoli a più stadi, si interessò di aereo- e idro-dinamica, sviluppando le alette idrodinamiche applicate a moltissimi idrovolanti dei primi anni del secolo e agli odierni aliscafi, ma fu nello studio e nella realizzazione del più leggero dell'aria che conseguì i maggiori successi.
Alla fine del secolo Forlanini, aveva rilevato le attrezzature dell'Officina del Gas di Forlì, di cui era stato direttore, ed aveva creato un grande cantiere a Crescenzago, attuale quartiere di Milano e allora periferia cui "conducevano remote strade perdute fra le campagne", dove per dieci anni la progettazione e la costruzione del suo primo dirigibile erano procedute lentamente.
La società da lui fondata, che aveva preso il nome augurale di Leonardo da Vinci, pur con un grande impiego di capitali si era trovata in difficoltà finanziarie da cui si trasse, dopo che il Forlanini aveva rifiutato un intervento di capitali esteri, nel 1906, per l'interessamento del Governo, su proposta del generale, ispettore del Genio, Durand de la Penne.
Nel 1906 iniziò la costruzione vera e propria del "Leonardo da Vinci", il terzo dirigibile costruito nel nostro paese, dopo l’Italia del Conte Almerico da Schio del 1905 e l'aeronave militare di Crocco e Ricaldoni del 1908, uno dei primi al mondo, contemporaneamente agli Zeppelin, ad essere veramente pratico ed operativo





