Storia delle Ali Reggiane

    Sgt. James "Ginger" Lacey

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    Re: Sgt. James "Ginger" Lacey

    Messaggio  Staff il Mer Set 17, 2008 9:22 pm


    Deve fare svelto perchè la velocità diminuisce e il nemico sta tornando alla base a regime di crociera, che è di duecentoquaranta miglia orarie mentre lui ha già smaltito in gran parte la velocità che aveva acquistato e, se lascia passare quell'istante, il 109 può sfuggirgli.
    Lo prende di mira attraverso il vetro.
    Ecco: fuoco!
    Il pollice, puntato verso la terra, preme il bottone e le otto mitragliatrici sputano uno zampillo di perforanti-incendiarie.
    Lacey, a testa bassa, guarda l'effetto del suo tiro mentre il tuonare delle armi e le vibrazioni del velivolo si aggiungono alla già strana sensazione di attaccare in volo rovescio.
    Ma il tiro è stato compensato bene e il 109 barcolla sotto la valanga di colpi ,che gli si abbattono addosso:
    Le De Wilde penetrano nel motore e nel serbatoio della benzina dietro al pilota e in brevi secondi ne esce una fumata nera:
    la sorpresa tattica è stata completa.
    Il caccia nemico precipita di fianco, abbandonando la formazione, poi s'incendia e si mette in candela.
    Finalmente Lacey raddrizza il suo Hurricane e il sangue, che gli era andato alla testa, rientra in circolazione facendogli vedere meglio le sagome degli undici Messerschmitt nero-crociati, davanti a lui, nessuno dei quali si è accorto ne della sua presenza ne della scomparsa del compagno, l'ultimo della fila.
    Si sposta in coda a un altro 109 che e sulla sinistra e, lavorando di leva e di pedaliera, lo centra nella mira... sono duecentocinquanta metri di distanza:
    le ali riempiono quasi completamente la distanza tra le due sbarrette verticali del collimatore, esattamente in mezzo al cerchio giallo.
    Fuoco ancora!
    Per la terza volta le mitragliatrici dell'ala sputano più di un centinaio di pallottole al secondo, e, anche s'e la raffica non è più perfettamente concentrata a quella distanza, molte ne arrivano addosso al Me 109 staccandogli pezzi di lamiera dalla fusoliera.

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    Re: Sgt. James "Ginger" Lacey

    Messaggio  Staff il Mer Set 17, 2008 9:24 pm


    Lacey continua a sparare e altri colpi si aggiungono a quelli andati a segno:
    la seconda vittima comincia a lasciarsi alle spalle una scia di vapori biancastri, colpita al radiatore.
    Il 109 è finito, senza liquido di raffreddamento il motore Daimler-Benz si surriscalderà eccessivamente.
    Lacey abbandona il bottone di sparo; il pilota dovrà lanciarsi, sull'Inghilterra o nella Manica.
    Di colpo i fiocchetti neri della Contraerea cominciano a picchiettare il cielo, qualcuno disperatamente vicino.
    Proprio in quel momento gli altri dieci nemici rimasti, accortisi alla fine di quell'impudente estraneo, fanno quello che avrebbero dovuto fare fin dall'inizio.
    Si suddividono in due pattuglie, virando rispettivamente una metà a sinistra e l'altra a destra per poterlo prendere in mezzo:
    se si slancia contro una delle due l'altra lo prenderà alle spalle.
    Ormai ha poche munizioni e i nemici hanno il vantaggio della velocità, per di più è certo che l'una o l'altra delle due pattuglie lo attaccherà a sua volta.
    Ha ancora qualche colpo disponibile e uno dei 109 è rimasto un po' più indietro:
    forse fa appena in tempo a sparargli e poi darsi alla fuga;
    è quasi come tentare al gioco.
    Piede e leva a sinistra, si butta in una stretta virata per poterlo attaccare mentre la pattuglia che ha sulla destra fa lo stesso nei suoi riguardi;
    i piloti nemici possono benissimo scorgere i cerchi blu e rossi sull'estremità delle sue ali e certamente ammirano la tenacia dell'intercettore che avrebbe dovuto ritirarsi dal combattimento e che, anzi, non avrebbe dovuto nemmeno averlo iniziato.
    Lacey tira sempre sulla leva, tutto inclinato sulla sinistra e prende di mira il 109: è alla massima distanza e il tempo è prezioso, fuoco!
    Per un secondo le otto armi riprendono il loro tuonare, poi la raffica diviene meno tremenda perchè, una dopo l'altra, le mitragliatrici finiscono il munizionamento.
    Tutto è silenzio!

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    Re: Sgt. James "Ginger" Lacey

    Messaggio  Staff il Mer Set 17, 2008 9:25 pm

    Da ambo le parti vede passarsi intorno delle traccianti:
    è in trappola, perchè i 109 che avevano virato a destra lo hanno raggiunto.
    Picchia istintivamente, spinge di colpo la leva in avanti e si sente quasi sbattuto fuori dell'aeroplano mentre il muso si abbassa e compare il terreno verso il quale punta a tutto motore.
    Per sua fortuna l’ Hurricane ha un veloce inizio nelle picchiate, superiore allo Spit e, come spera Lacey, capace di sfuggire anche al 109.
    Ha colto il nemico di sorpresa battendolo sul tempo, la sua velocità aumenta e, tranne che anche l'altro non l'abbia iniziata contemporaneamente, non può raggiungerlo immediatamente: senza contare che ormai i 109 debbono fare i conti con il carburante loro rimasto.
    Lacey sta utilizzando l'unico vantaggio che le circostanze gli consentono:
    la superiore velocità iniziale della picchiata.
    Vede sotto di se una nuvola e vi si dirige per infilarvisi dentro, dove i nemici non potranno inseguirlo.
    L'indicatore di velocità continua a salire: trecento, trecentocinquanta, quattrocento! Lacey è arrivato sul banco di nubi guardandosi alle spalle:
    vi si tuffa ... poi ne esce al di sotto.
    Comincia a richiamare il velivolo sempre controllando il cielo dietro di se;
    l’ Hurricane rallenta la picchiata, ormai è a mille metri e nessuno lo segue!
    Scende fino a trecento, poi si mette a pelo degli alberi e dirige verso l'aeroporto di Kenley, a nord-ovest.
    Poichè il campo è proprio nella direzione opposta a quella delle basi della Luftwaffe è molto probabile che il loro capo non voglia tornare indietro;
    forse, non potrebbe nemmeno farlo a causa della scarsezza del carburante.
    Così Lacey si sente libero dall'inseguimento, anche se vulnerabile perchè a bassa quota, solo e senza munizioni.
    Continua a scrutare attentamente il cielo dietro di se ...
    non vi sono velivoli nemici e il caccia solitario continua nella sua corsa a pelo degli alberi.

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    Re: Sgt. James "Ginger" Lacey

    Messaggio  Staff il Mer Set 17, 2008 9:26 pm

    Ora può cominciare a rilassarsi;
    riconosce località che gli sono familiari e sa che non è lontano da Kenley.
    Dichiarerà una vittoria sicura, una probabile e un aereo danneggiato, dopo avere sparato su quattro avversari in tutto;
    oggi non è stato nemmeno colpito anche se, dopo l'ultimo attacco, vi è andato molto vicino.
    (Lacey aveva dovuto atterrare fuori campo o lanciarsi col paracadute tante volte, negli ultimi tempi; ma quel giorno, dopo l'atterraggio, dovrà soltanto fare pochi passi.) Facendo un po' di quota ogni tanto per dare un'occhiata al paesaggio, corregge la rotta in modo da dirigersi esattamente su Kenley e il verde del grande aeroporto gli appare alla vista come un invitante benvenuto quando entra in circuito per prepararsi all'atterraggio.
    Ricevuta l'autorizzazione riduce il motore, abbassa i flap e, appena la velocità e sufficientemente ridotta, abbassa il carrello planando a centoventi miglia orarie; appena si trova ai margini del campo alza un po' il muso e la velocità scende a cento.
    Alle 12.35 il caccia, tutto sporco d'olio per colpa del volo rovescio che ha fatto, è a terra e « Pinetree tre Rosso» è a casa sano e salvo.
    Frena lentamente poi gira verso il decentramento;
    i suoi specialisti lo stanno aspettando e Lacey, col tettuccio aperto, arresta definitivamente l’ Hurricane e chiude la manetta;
    il motore è al minimo e allora sposta la leva di contatto dei due magneti che è sull'alto del cruscotto e il Rolls-Merlin tace di colpo.
    Si toglie il casco ed esce dall'abitacolo cominciando a rispondere alle domande.
    Deve raccontare tutta la storia: un aereo sicuramente abbattuto, uno probabile, un terzo attaccato e una raffica a un bombardiere !
    Le congratulazioni piovono da tutte le parti dal personale che gli si era raccolto intorno;
    intanto giunge l'autobotte del rifornimento e il motorista comincia il riempimento dei serbatoi di carburante.
    Lacey se ne va alla baracca del decentramento dove si sono riuniti i piloti, rientrati dall'azione, per discutere sul volo effettuato.
    Dopo un po' di tempo l'ufficiale che conduce l'interrogatorio chiede, come per caso:
    « Nessuno ha niente da riferire? »
    Lacey è l'unico che abbia qualcosa da raccontare e non lo aveva nemmeno detto, fino a quel momento!
    Scrive la sua relazione sul combattimento e poi va a far colazione.
    Dopo mangiato torna ai velivoli ... e si ritrova in servizio di allarme!
    Prende una comoda poltrona e cerca di dormire un po' anche se ha il pensiero fisso al caccia nemico al quale sparava in volo rovescio.

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    Re: Sgt. James "Ginger" Lacey

    Messaggio  Staff il Mer Set 17, 2008 9:26 pm

    Nel tardo pomeriggio il gruppo venne mandato in volo di nuovo;
    ancora una volta Lacey andò all'attacco, intercettando una formazione di bombardieri. I 109 di scorta si buttarono contro gli Hurricane prima ,che potessero arrivare a tiro dei « pesanti» e, in un combattimento con uno di essi, Lacey gli staccò di netto la coda con una raffica ben piazzata dal traverso.
    Poco dopo si scagliava contro uno dei bombardieri, uno He 111, abbattendolo:
    era la sua seconda vittoria del pomeriggio: nello stesso giorno aveva distrutto, successivamente, un Me 109 al mattino e forse un’ altro adesso vi aggiungeva due abbattimenti in questo secondo volo!
    Quattro vittorie in un giorno.

    Lacey venne abbattuto di nuovo il 17 settembre, su Ashford, salvandosi la vita ancora una volta col paracadute.
    Il 27 abbattè un altro 109, il che portò il totale delle sue vittorie a diciannove (poco dopo venne decorato con 1l Medaglia della Distinzione di Volo, DFM).
    In ottobre abbattè altri tre 109 e fu costretto a un atterraggio di fortuna scampando la vita, anche questa volta, per un pelo.
    Dopo questo mese le cose si calmarono e, in riconoscimento dei suoi meriti e della sua abilità, Lacey venne promosso ufficiale, nel gennaio successivo.
    Quando nell'estate del 1941 ricominciarono le azioni della caccia, Lacey era sempre con il 501°, adesso col grado di sottotenente, impegnato nell'esecuzione di crociere sulla Francia.
    In quel periodo abbatte altri tre Me 109 prima di essere trasferito a una scuola di addestramento in qualità di istruttore:
    era un'abitudine della RAF quella di togliere dalla prima linea i cacciatori che avevano conseguito notevoli risultati o avevano prestato a lungo servizio di combattimento.
    Nel 1942 aveva appena cominciato un altro ciclo operativo con il 602° Gruppo, danneggiando tre FW 190, quando venne trasferito in un ufficio e, nel 1943, inviato in India.

    Fu solamente verso la fine della guerra che tornò in operazioni, al comando del 17° Gruppo della Birmania.
    Il 19 febbraio 1945 si scontrò con un Oscar II, un formidabile caccia giapponese, abbattendolo e raggiungendo così le ventotto vittorie confermate:
    quella fu la sua ultima vittima.
    Dopo la guerra rimase in servizio in aviazione e quando gli feci visita a Hull, era sul punto di andare in pensione dopo aver fatto tutta la sua carriera nella RAF;
    Quasi nessuno sa, quando si mette a parlare con lui, che si tratta del più grande vincitore della battaglia d'Inghilterra ancora in vita e questo atteggiamento calmo e tranquillo si riscontra in molti dei più grandi piloti della guerra.
    Parla ,con nostalgia dell’ Hurricane del quale dice:
    « Era un insieme di cose ,che non avevano importanza: lei mi capisce;
    potevano sparargli contro senza mai colpire qualcosa di vitale.
    Ma picchiava bene e saliva bene.
    Poteva stare in volo anche se era ridotto a pezzi ... »
    La ferma tenacia e la calma di Ginger Lacey rappresentavano l’essenza dello spirito britannico che vinse la battaglia d'Inghilterra, ma lui aveva qualcosa di più e forse non c'erano altri piloti nella RAF che fossero cosi sicuri in volo e ugualmente perfetti nelle acrobazie;
    queste altissime capacità permisero a Lacey di divenire anche un magnifico tiratore. Ci si può domandare quanti nemici avrebbe abbattuto se fosse rimasto più a lungo in linea, dato che alla fine del 1940 aveva già più di venti vittorie.

    Sfide nei cieli
    Edward H. Sims

      La data/ora di oggi è Mar Mag 22, 2012 3:50 pm