Storia delle Ali Reggiane

    Giuseppe Cenni

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Mar Apr 07, 2009 8:42 pm

    Sembra che non vi siano più possibilità d'intervento,quando Spreafico, il comandante della 239° squadriglia con Valenza, Fortunato, Savelli e Faliva;
    portano qualche altro apparecchio;
    uno lo pilota Moglia, che era statto abbattuto il 13.
    No, c'è tempo per farsi spiegare in che modo un aviatore abbattuto in Sicilia rientri in Puglia provenendo dall'Emilia.
    Quando il nemico sbarca in Calabria, tutto è pronto per l'ultimo assalto.
    Nessuno al fronte sa che il 3 settembre, sotto gli ulivi di Cassibile, è stato firmato l'armistizio; per quei pochi che a Roma lo sanno, la vita di Cenni e quella dei suoi ragazzi non valgono nulla o valgono soltanto in quanto servono a mascherare la capitolazione.
    Arriva infatti l'ordine di attaccare i mezzi da sbarco nemici in azione lungo le coste calabre e i superstiti del 5" stormo, scortati da qualche caccia del 4°,partono insieme guidati dal loro giovane comandante.
    Sono rimasti in pochi, assurdamente pochi, e sanno che sul bersaglio gli avversari non si conteranno, ma vanno avanti lo stesso.
    Ecco lo stretto, ecco le navi, ecco quei maledetti appostati in basso, pronti a saltargli addosso all'uscita dal tuffo, come hanno fatto le altre volte.
    Una diversione verso la Sicilia per tentare di disorientare l'avversario e portarlo un po' in fuori, quindi rapida inversione di rotta, sole alle spalle, segno della croce e giù verso il bersaglio: “Valzer ragazzi!”.
    Tutti riescono ad effettuare il tiro sui mezzi da sbarco e a “richiamare” senza essere intercettati;
    riprendono quota tra il tiro rabbioso delle armi contraeree e puntano subito verso la base, perché l'autonomia è scarsa e rischiano di rimanere a serbatoi asciutti o di dover atterrare sul campo trampolino di Botricella, dove è facile essere “fatti fuori” perché gli aerei avversari lo tengono sotto stretto controllo.
    Gli altri però si sono buttati subito all'inseguimento, avvantaggiati dalla loro maggiore velocità e dall'inevitabile dispersione dei nostri.
    Per chi viene raggiunto non c'è scampo.
    Per due volte il fedelissimo Dagnino, che si è portato dietro a Cenni nell'intento di proteggergli le spalle, riesce a tagliare la strada agli Spitfire che gli stanno piombando addosso.
    Poi, impegnato in combattimento lo perde di vista e tornato al campo, attenderà invano con gli altri il suo rientro.
    Sarà la gente dell'Aspromonte a raccontare che, il 4 settembre 1943, verso mezzogiorno, tra Platì e Ardore un apparecchio è stato visto precipitare sotto le di altri aeroplani che lo hanno attaccato insieme.
    E saranno i pochi superstiti del 5° stormo a recuperare molto tempo dopo quel che è rimasto del loro comandante tra la ferraglia contorta del suo aeroplano.

    Franco Pagliano
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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:20 pm


    A Lonate Pozzolo, a metà dicembre 1942, il 102° Gruppo fu raggiunto dal 101° e dal Comando 5° Stormo Tuffatori, reduci dall'Africa settentrionale ove avevano svolto un lungo ciclo operativo impiegando gli ormai superati caccia CR.42 nella versione “Assalto".
    I due Gruppi dello Stormo si trovarono quindi riuniti nell'attesa di essere riarmati con velivoli migliori.
    Stava infatti per uscire dalle Officine Reggiane un caccia-tuffatore realizzato dall'ingegner Longhi la cui esperienza di progettista era maturata negli Stati Uniti ove aveva lavorato alla costruzione del caccia Republic-De Seversky P.35.
    Il Re.2002 "Ariete" II era entrato in produzione prima ancora di aver superato una reale fase di sperimentazione.
    Data l'urgenza, nel settembre 1941 la Regia Aeronautica aveva passato all'industria una commessa di duecento velivoli, il primo dei quali venne consegnato al 102°Gruppo il 27 gennaio 1943.
    Il maresciallo Zaccaria Perozzi e il sergente maggiore Aldo D'Agnino, in riconoscimento dell'intensa attività operativa svolta sullo Ju 87, furono i prescelti per effettuare per primi il decollo sul Re.2002 e dedicarsi poi all'accettazione militare dei successivi velivoli.
    Pochi giorni prima, il 18 dicembre 1942, il Comando 1° Squadriglia Aerea, con telescritto n. 9363, aveva ordinato alla 239° Squadriglia di trasferirsi sull'aeroporto di Reggio Emilia proprio per iniziare il ritiro dei Re.2002 dalle Officine Reggiane.
    La 209° Squadriglia, rimasta a Lonate Pozzolo, si preoccupò intanto di mantenere l’addestramento dei propri piloti impiegando velivoli di tutti i generi, dal CR.42 al G.50, dal RE 2001 allo JU 87.
    Cenni effettuò il suo primo volo sul RE 2002 il 3 febbraio 1943 e altri quindici piloti lo seguirono iniziando immediatamente l’addestramento con il lancio di bombe inerti sul poligono del campo.
    I piloti della Squadriglia cominciarono la transizione sul Re.2002 l’ 8 marzo.
    Alla data del 31 marzo il 102° Gruppo disponeva di diciannove Re.2002, ma anche in questa fase il gruppo avrebbe dovuto pagare un pesante tributo.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:21 pm

    Quello stesso giorno, alle ore 08.50 il sergente maggiore Sergio Rastelli precipitò al suolo per cause imprecisate con il primo esemplare di Re.2002 prodotto, MM7311, perdendo la vita.
    Il reparto continuò a riequipaggiarsi con la nuova macchina per tutto aprile e alla fine del mese i velivoli assegnati al 102° Gruppo Tuffatori erano ormai venticinque.
    Nell'attesa di entrare nuovamente in linea, Cenni concepì un nuovo distintivo da fare adottare dal 102° Gruppo.
    Memore dell'insegna della cucaracha presente sulla fusoliera del suo CR.32 in Spagna, fece dipingere sulla deriva del suo Re.2002 personale un "grillo canterino con chitarra" con il motto "valzer'.
    Dopo tante perdite, il personale del 102° Gruppo era ormai poco incline a cantare stornelli e a scherzare al circolo ufficiali;
    tuttavia il grido "valzer" prima di iniziare il tuffo serviva ancora a esorcizzare la paura.
    L'addestramento proseguì in un succedersi di sortite diurne e notturne, che vide Cenni effettuare il primo volo di notte con il RE.2002 il 3 maggio, ma il velivolo risentirà di un'affrettata messa a punto e il 30 maggio tutti i Re.2002 furono fermati per consentire alla ditta costruttrice di apportare modifiche strutturali necessarie ai fini della sicurezza del volo.
    Si stava avvicinando il momento di tornare in zona d'operazioni e, in previsione di un prevedibile impiego nel Tirreno o nei cieli della Sicilia, Cenni fu informato che la nuova base di schieramento sarebbe stata Tarquinia.
    Recatosi il 15 giugno per prendere visione delle installazioni, quattro giorni più tardi vi guidò dieci Re.2002 della 239a Squadriglia per completare poi personalmente il trasferimento del Gruppo il 21 giugno.
    Rientrato infatti a Reggio Emilia con un Saiman 202, ritornò in giornata a Tarquinia alla testa di dodici Re.2002 della 209° Squadriglia.
    Per tutto il mese di giugno e parte del mese di luglio i piloti del 102° Gruppo Tuffatori si esercitarono nel tiro in picchiata, attività quanto mai necessaria anche perché il velivolo non era ancora uscito dalla fase sperimentale ed era necessario metterne a punto le tecniche di impiego prima di portarlo in azione.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:22 pm

    Il 9 luglio 1943, alle ore 16.30, un ricognitore italiano avvistò nel Canale di Sicilia una impressionante forza da sbarco e lanciò all'aria il fatidico segnale di scoperta.
    Fu quello il richiamo al combattimento per Cenni e per tutto íl 102° Gruppo Tuffatori.
    L’ operazione "Husky" , iniziata dagli alleati il 2 luglio con il bombardamento sistematico degli obiettivi militari della Sicilia, stava per concludersi con lo sbarco sulla costa sud-orientale dell'isola.
    Alle ore 02.45 della notte fra il 9 e il 10 luglio ebbe inizio lo sbarco e alle 07 .30 del mattino successivo, 10 luglio, una formazione di otto Re.2002 della 209a Squadriglia, al comando del capitano Montuori, decollò da Tarquinia e diresse su Capua, seguita più tardi da altri due velivoli.
    Alle ore 08.30 decollarono da Tarquinia anche dieci velivoli della 239a Squadriglia, guidati dal maggiore Cenni.
    Dopo uno scalo tecnico a Capua, tutti i Re.2002 ripartirono per Crotone ove atterrarono
    alle ore 12.00 per esservi immediatamente armati con bombe da 250 kg e da 50 kg reperite sul posto.
    Nonostante i piloti avessero già alle spalle due voli di trasferimento, il Comando della 4a Squadra Aerea ordinò che i Re.2002 andassero a bombardare le navi alleate davanti ad Augusta.
    Fu così che, alle 18.10, otto Re.2002 decollarono da Crotone per la loro prima missione di guerra.
    Il tenente colonnello Nobili, comandante del 5° stormo Tuffatori, volle per sé l'onore di guidare la formazione, ma nemmeno Cenni volle restare a terra.
    Gli altri sei piloti erano il sottotenente Silvio Leonesio, il sergente maggiore Marino Zaffagnini, il tenente Renato Beverina, il sergente maggiore Aldo D'Agnino, il maresciallo Zaccaria Perozzi, il sergente maggiore Luigi Banfi e il sergente maggiore Gino Boraso.
    Gli otto aeroplani andavano senza scorta sulla zona di sbarco, ove si concentrava la caccia nemica, assistita dai radar delle navi da guerra.
    La prima pattuglia guidata da Nobili e la seconda guidata da Cenni giunsero sulla verticale della testa di sbarco alle ore 19.15, accolte da un fuoco contraereo a dir poco infernale.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:22 pm

    I Re.2002 entrarono immediatamente in tuffo da 4.500 metri di quota e sganciarono il
    loro carico bellico.
    La pattuglia di Nobili colpì sulla fiancata un grosso piroscafo e quella di Cenni una nave da carico.
    All'uscita dal tuffo un gregario si abbassò a mitragliare gli alianti da sbarco atterrati nei pressi di Pachino, mentre gli altri cercarono di allontanarsi al più presto da quell'inferno di fuoco facendo attenzione a non incappare nei cavi di ancoraggio dei palloni di sbarramento.
    Appena fuori del golfo di Noto, i Re.2002 furono intercettati da caccia nemici, una dozzina di "Spitfire" V del Squadron No. 229 della RAF in crociera di copertura lungo l'itinerario Siracusa-Capo Passero.
    Il primo a scorgere i Re.2002 fu lo Sqn/Ldr G.J. Cox, che li scambiò per Macchi 200, dando così il via a un furioso combattimento nel corso del quale gli "Spitfire", più veloci e meglio armati, ebbero la meglio.
    Tre Re.2002 furono abbattuti, per primo quello del tenente colonnello Nobili, inabissatosi in fiamme nello Stretto di Messina, quindi quelli del tenente Beverina e del maresciallo Zaccana Perozzi, che, dati in un primo tempo per dispersi, andarono successivamente ad allungare la lista dei caduti.
    Alle 20.10 i superstiti della prima missione bellica con il Re.2002 atterrarono sul disa-dorno campo di Crotone.
    Il rapporto di forze nel cielo della battaglia era ormai improponibile:
    gli anglo-americani avevano concentrato nella zona dello sbarco centinaia di aeroplani e andare all'attacco con una piccola formazione di "Tuffatori” senza scorta era un vero suicidio.
    Malgrado ciò, il giorno successivo, 11 luglio, alle ore 11.10, ligio come sempre al dovere, Cenni decollò ancora da Crotone alla testa di otto Re.2002 per attaccare di nuovo le navi alleate di fronte ad Augusta.
    I Re.2002 entrarono in tuffo alle ore 12.10 e all'uscita alcuni pilori si attardarono a mitragliare i palloni dello sbarramento antiaereo delle navi.
    La caccia nemica fortunatamente non si fece viva.
    Nel pomeriggio il comandante del 102° Gruppo, alla testa di dodici Re.2002, di cui cinque della 239a e sette della 209a Squadriglia, si recò a bombardare i mezzi da sbarco nemici a sud-ovest di Capo Murro e di Marina di Avola, a sud di Siracusa.
    Nell'azione, secondo i rapporti dei piloti, una chiatta da sbarco carica di carburante fu colpita e incendiata e due bombe da 100 kg scoppiarono vicino alla fiancata di un grosso piroscafo.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:23 pm

    Nel dopoguerra S.E. Morison, nel libro intitolato “Storia delle operazioni navali degli S. U. nella 2a Guerra Mondiale”, scrisse: :
    “..ST 313 incendiato e distrutto da caccia bombardieri ... la nave trasporto munizioni "Baarn", colpita in un attacco aereo sul mezzogiorno dell'11 luglio, dovette essere affondata...”.
    I tre Re.2002 del tenente pilota Lorenzo Lorenzi, del sottotenente pilota Salvatore D'Arrigo e del maresciallo pilota Guido Buffarini andarono però ad aggiungersi all'elenco dei velivoli perduti, allungando l'elenco dei caduti.
    Di contro, a parziale rivincita, il sergente Melotti riuscì ad abbattere uno "Spitfire" dopo uno strenuo combattimento.
    Sempre più provato, il 102° tornò in azione alle prime luci del mattino del 12 luglio con quattro Re.2002 (Leonesio e Garotti della 239a Squadriglia e Savini e Melotti della 209° ai quali si unirono cinque Re.2002 del 101° Gruppo;
    nel pomeriggio, sei Re.2002 del 102° Gruppo e cinque del 101° appoggiarono i paracadutisti tedeschi scesi nella piana di Catania.
    In questa missione il tenente Moglia fu colpito dalla caccia avversaria e fu costretto ad atterrare con carrello retratto fra Acireale e Risposto.
    Il 13 luglio Cenni riportò i suoi uomini all'attacco di bersagli navali:
    undici Re.2002 di cui sei del 102° Gruppo (Cenni, D'Agnino,Melotti, Savini, Danieli e Lanfredi) e cinque del 101° Gruppo partirono da Crotone alle ore 11.00 e riuscirono a mettere a segno una bomba da 250 kg sulla nave da battaglia "Nelson", colpita nella sua parte prodiera.
    La nave fu vista sbandare e si sarebbe poi ritirata a Biserta per esservi riparata.
    All'uscita dal tuffo comparve però l'immancabile caccia nemica.
    Cenni riuscì a togliere dalla coda dei Re.2002 di D'Agnino e Melotti due "Spitfire" V a sua volta Lanfredi liberò Cenni da un altro "Spitfire" V.
    Nella giostra uno "Spitfire" V fu visto cadere in mare, ma caddero anche i Re.2002 dei sottotenenti Adriano Vidulis e Dario Bartolucci del 101°Gruppo, con la morte di entrambi i piloti.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:24 pm

    I superstiti erano da poco atterrati a Crotone quando, provenendo dal mare, una cinquantina di B.24 "Liberator" piombarono a bassa quota su Crotone.
    Erano le 13.30 e la maggior parte del personale stava consumando il rancio nelle baracche di legno e nelle tende dell'aeroporto.
    Sul campo erano schierati i Re.2002 del 5° Stormo, i Ro.57 del 97° Gruppo, i G.50 del 50° Stormo Assalto, i Macchi202 del 150° Gruppo Caccia e alcuni specialisti stavano rifornendo i velivoli appena rientrati dall'azione.
    Tonnellate di bombe ararono il campo e distrussero la maggior parte delle macchine, causando moltissimi feriti;
    il tenente Suter fu il primo ad accorrere e a organizzare il trasporto dei più gravi all'ospedale di Crotone, inviando i meno gravi all'infermeria della Marina e all'ospedale di Catanzaro.
    Il campo era cosparso di crateri e non si poteva neppure portare altrove i velivoli rimasti efficienti.
    Il 5° Stormo era fuori gioco.
    L'indomani il capitano Mantelli, amico carissimo di Cenni e suo insegnante di volo a vela nei lontani giorni di Parma, riuscì ad attivare una striscia di emergenza e a far decollare quattro dei suoi Ro.57 rimasti indenni dei quattordici schierati il giorno prima.
    Tre Re.2002 del 102° Gruppo e sei del 101° Gruppo partirono dopo i Ro.57 e si rischierarono a Manduria.
    Cenni li seguì più tardi con un Re.2002 riparato alla meglio.
    Fino a tutto il 26luglio piloti e velivoli del 102° Gruppo furono lasciati a riposo a curarsi le ferite.
    Mentre si provvedeva urgentemente a ritirare gli ultimi Re.2002 usciti dalla linea di produzione di Reggio Emilia, a Manduria furono ripresi i voli addestrativi in attesa di raggiungere una dotazione sufficiente di velivoli.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:24 pm

    L'andamento delle operazioni in Sicilia non poteva permettere di prolungare la sosta e il 1° agosto il 102° Gruppo ricevette l'ordine dal Comando 4° Squadra Aerea di rischierarsi sulla striscia di Botricello,un campo di manovra una decina di chilometri a sud di Crotone.
    Di qui, già il 2 agosto sei Re.2002 furono inviati a bombardare mezzi navali nemici nelle acque antistanti Sant'Agata di Militello (Messina), ma rientrarono senza avere avvistato le navi.
    Il 4 agosto nove velivoli bombardarono il ponte e la rotabile fra Messina e Milazzo.
    Il maggiore Cenni, che dopo la morte di Nobili era diventato comandante interinale del 5° Stormo Tuffatori, cercava intanto di ricostituire le dotazioni del reparto e per questo motivo era rimasto a Manduria a organizzare il ritiro di qualche altro Re.2002 da Reggio Emilia e da Crotone, ove una squadra di specialisti cercava di riparare i velivoli danneggiati dal bombardamento.
    Dal 14 al 23 agosto i velivoli Re.2002, che fino a quel momento avevano fatto la spola con Botricello, furono ritirati definitivamente a Manduria.
    Il 24 agosto il maresciallo Danieli si recò con un Ca.133 a Botricello per raccogliere e portare a Manduria le ultime attrezzature del 5° Stormo Tuffatori.
    Gli alleati avevano ormai completato la conquista della Sicilia e gli aeroporti della Calabria erano troppo esposti all'offesa aerea nemica.
    All'alba del 3 settembre le forze alleate sbarcarono sull'estrema punta calabrese, tra Catona e Gallico Marina, incontrando una resistenza poco più che simbolica e occupando già nella mattinata Villa San Giovanni e Reggio Calabria.
    I Re.2002 del 5° Stormo furono nuovamente messi in posizione di allarme, tuttavia da Manduria non era possibile raggiungere Reggio Calabria e rientrare alla base;
    fu quindi deciso di usare nuovamente Botricello come campo trampolino.
    Alle 15.30 del 3 settembre, dieci Re.2002, sei del 101° Gruppo e quattro del 102°, decollarono quindi da Manduria per attaccare i mezzi corazzati alleati a nord di Reggio Calabria.
    La formazione, guidata dal comandante del 101° Gruppo, rientrò in serata a Manduria.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:25 pm


    In quello stesso pomeriggio del 3 settembre, alle ore 17.15, a pochi chilometri al di là dello Stretto di Messina, sotto una tenda piantata in un uliveto nella sconosciuta località di Cassibile, il generale Castellano firmava a nome del governo italiano il cosiddetto "armistizio corto”, controfirmato dal generale statunitense Bedell Smith.
    L’ Italia si ritirava dalla lotta, ma doveva attendere di rendere pubblica la sua decisione fino al momento della dichiarazione ufficiale dell'armistizio.
    Al 101° Gruppo era quindi chiesto di mandare ancora i suoi piloti a morire sulla testa da sbarco solo per non scoprire le carte con i tedeschi.
    Alle 11.25 del 4 settembre 1943 decollarono da Manduria dodici Re.2002 guidati dal maggiore Cenni, comandante del 102° Gruppo e comandante interinale del 5° Stormo Tuffatori, per colpire le unità navali nello Stretto di Messina e i mezzi corazzati a terra.
    Cenni, Moglia, D'Agnino e Faliva del 102° Gruppo, D'Ottaviano,Graziani, Bassi, Morichelli, Ruggero, Fox e Zaganelli del 101° Gruppo compirono l'ultima azione di guerra del 5° Stormo nella seconda guerra mondiale.
    I Re.2002 sganciarono trenta bombe da 100 kg chili tipo "torpedine" e spararono 6.100 colpi di mitragliatrice da 12,7 mm e 3.600 colpi da 7,7 mm, dichiarando poi l'affondamento di quattro mezzi da sbarco e il mitragliamento di concentramenti di truppe.
    La scorta indiretta era assicurata dai Macchi 202 e 205 del 9° e del 10° Gruppo del 4° Stormo Caccia, mentre la scorta diretta era stata affidata ai dieci Macchi 202 efficienti del 21° Gruppo Autonomo Caccia, al comando del capitano Trento Carotti;
    queste precisazioni sono state fornite dal tenente Giuseppe Cozzari, gregario di
    Carotti.
    L’ operazione era stata programmata con cura:
    la 386a Squadriglia del 21° Gruppo, che era stata dislocata sull'aeroporto di Manduria,
    fu fatta decollare alle ore 09.00 del 4 settembre per unirsi a Gioia del Colle con i Macchi 202 delle altre due Squadriglie del Gruppo, la 356a e la 361a.
    Alle 11.35 i Macchi202 del2l'Gruppo decollarono da Gioia del Colle per recarsi all'appuntamento a 5.000 metri di quota sulla verticale di Castrovillari con i Macchi del 4° Stormo.
    Tutta la formazione si diresse quindi verso Reggio Calabria mentre i Macchi del 4° Stormo salivano a 7.000 metri di quota per effettuare la scorta indiretta.
    I Macchi 202 seguirono i Re.2002 durante l'affondata, ma purtroppo li persero di vista;
    come era stato dimostrato da Cenni, solo i Re.2002 erano in grado di seguire i "Tuffatori" nell'affondata.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:26 pm

    La sorte volle che una formazione di "Spitfire" V e di "Spitfire" IX rispettivamente degli Squadron No 111 e 243 della RAF, decollati dalle strisce di Falcone e di Panebianco con l'incarico di scortare una pattuglia di P.40 diretta a bombardare i capisaldi italo-tedeschi,
    si scontrasse con i dodici Re.2002 ormai senza scorta.
    I rapporti della RAF registrarono la presenza di otto Macchi 205,sette Macchi 202 e dieci Re.2002, scambiati anche questa volta per Macchi 200.
    Una sezione di "Spitfire" dello Squadron No 111 si staccò dal grosso della caccia nemica e inseguì i Re.2002 usciti dal tuffo mentre cercavano di allontanarsi a bassa quota sulle creste dell'Aspromonte.
    Tre Re.2002 furono abbattuti: quello di Giuseppe Cenni, quello di Renato Moglia e quello di Walter Banfi, fratello del sergente maggiore Luigi Banfi del 102° Gruppo.
    Erano le ore tredici di una giornata estiva, calda e apparentemente serena.
    Gli abbattimenti furono accreditati al Flg. Off. I.F. Kennedy e ai srgt R. Trowbridge, R. Gray e A Eccleson.
    Lo Squadron No 111 perse lo "Spitfire" IX pilotato dal srgt M.S. Murray;
    anche il 4° Stormo lamentò la perdita del sottotenente Aldo Vitale.

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    Re: Giuseppe Cenni

    Messaggio  Staff il Gio Apr 09, 2009 9:27 pm


    Giuseppe Cenni, combattente di due guerre, sopravvissuto a cicli operativi estenuanti, capace di sapersi districare nei frangenti più difficili a solo ventotto anni di età, fu abbandonato dalla fortuna nel corso dell'ultima azione del 5° Stormo Tuffatori nella seconda guerra mondiale, quando già la pace era stata firmata ma veniva ancora tenuta nascosta per motivi politici.
    La fortuna, che gli aveva sempre sorriso, lo aveva abbandonato e quella fu la sua ultima azione.

    Giuseppe Pesce
    Giuseppe Cenni, pilota in guerra

      La data/ora di oggi è Mar Mag 22, 2012 3:57 pm