Storia delle Ali Reggiane

    Un Periodo molto bello

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    michele
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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Ven Ott 30, 2009 9:10 pm

    Durante questa prima visita racconta Szilard
    venimmo a sapere che Einstein non conosceva personalmente il re del Belgio , ma alcune personalità del suo governo.
    Avrebbe scritto a queste.
    Noi tuttavia non credemmo opportuno scrivere al governo belga senza prima informare il Dipartimento di stato americano.
    Avrei dovuto pertanto dettare una lettera a Wigner per il Dipartimento americano e informarlo che avevamo abbozzato un messaggio per il governo belga, onde metterlo in guardia contro le vendite d'uranio ai tedeschi.
    Se entro due settimane non avessimo ricevuto risposta dal Dipartimento di stato, la lettera sarebbe stata spedita.
    Dopo di ciò Wigner partì per la California e io me ne tornai in città, ma non ero affatto contento della decisione presa
    .

    La decisione di Szilard era infatti molto grave:
    significava mettere in moto un meccanismo che forse gli scienziati non avrebbero saputo e potuto controllare.
    Già nel marzo 1939 era stato compiuto un tentativo per attirare l'attenzione del governo americano, e in particolare delle Forze Armate, sui progetti atomici.
    Lo stesso Fermi si era recato con una lettera del suo decano, il professor Pegram, dall'ammiraglio Hooper:
    a quell'epoca, infatti, la Marina era l'unico ramo delle Forze Armate che disponeva di fondi per ricerche scientifiche.
    Esperimenti nei laboratori fisici della Columbia University diceva la lettera di Pegram rivelano che in certe particolari condizioni è possibile che l'elemento chimico uranio liberi grandi quantità di energia atomica.
    Ciò può significare la possibilità che l'uranio venga usato come un esplosivo, tenuto conto che una libbra di uranio libererebbe una quantità di energia un milione di volte maggiore rispetto a ogni esplosivo conosciuto.
    È mia personale impressione che le possibilità di successo siano piuttosto scarse;
    tuttavia, i miei colleghi ed io riteniamo che non si debba trascurare nemmeno la più piccola possibilità.
    .
    Di fronte alla richiesta di maggiori precisazioni, Enrico Fermi, con la tradizionale cautela dell'uomo di scienza, non poté “ garantire “ all'ammiraglio Hooper il successo di una reazione a catena provocata e controllata dall'uomo.
    Poté soltanto ribadire le sue preoccupazioni, il suo timore che i nazisti riuscissero a incatenare l'energia della scissione nucleare per trarne una potenza esplosiva.
    L'incontro non ebbe quindi nessun risultato.

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Ven Ott 30, 2009 9:10 pm

    Un altro tentativo per interessare alle esperienze atomiche il governo era stato compiuto nel giugno 1939 dagli scienziati della Columbia, guidati da Szilard.
    A quel tempo Szilard proseguiva le sue ricerche nel laboratorio dell'Università in veste non ufficiale, al di fuori cioè del corpo insegnante.
    Ma il 10 luglio 1939, le speranze dei fisici vennero di nuovo bruscamente troncate dalla risposta indirizzata da Ross Gunn, consulente scientifico della Marina, a Szilard :
    pare quasi impossibile, alla luce delle restrizioni imposte ai contratti governativi scriveva Ross Gunn
    che le Forze Armate concludano una sorta di accordo che possa realmente esservi utile.
    Sono spiacente della situazione, ma non vedo via d'uscita.

    Era un netto rifiuto, da parte delle Forze Armate, a finanziare l'impresa.
    Szilard, Fermi e gli altri emigrati si ritrovavano al punto di partenza.


    Il fallimento dei tentativi compiuti fra il marzo e il luglio 1939 da parte dei fisici europei emigrati in America per interessare il governo americano alle ricerche nucleari giustificava pienamente le preoccupazioni di Szilard dopo l'incontro con Einstein.
    chiesi consiglio racconta Szilard
    ed ebbi la raccomandazione di andare a parlare al dottor Sachs.
    Il dottor Alexander Sachs era consigliere privato di Roosevelt in materia economica.


    Nelle sedute che ebbi con Szilard ricorda Alexander Sachs
    decidemmo di preparare un dossier sui progressi delle ricerche atomiche e di assicurarci una lettera sottoscritta da uno scienziato il cui nome avesse porta aperta presso il presidente Roosevelt.
    Non più un uomo come Pegram o Fermi ma un uomo il cui interesse per la pace e il cui odio per il nazismo fossero ben noti al presidente:
    questi non poteva essere che il professor Einstein.
    Su questa base preparai la lettera
    Arrivammo a concludere che la lettera doveva essere indirizzata non al segretario di stato, ma al presidente.
    Noi volevamo che il governo si interessasse alla questione.
    Decidemmo dunque di chiedere al presidente che venisse formata una commissione con cui discutere la cosa.
    .

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Ven Ott 30, 2009 9:12 pm

    Proprio in quel periodo, alla fine di luglio racconta Alexander Sachs –
    avvenne che i miei doveri di vice-presidente della Lehman Corporation richiedessero la mia presenza alla seduta del comitato politico che aveva il compito di decidere il nostro comportamento in caso di guerra.
    Perciò la lettera fu affidata a Szilard;
    Szilard la portò a Einstein, si assicurò la firma e mi riportò la lettera
    .
    Ritornai dunque da Einstein - ricorda Szilard
    ma questa volta, dato che Wigner non era in città, fu Edward Teller a condurmi in macchina da Einstein.
    Insieme discutemmo di nuovo il problema.
    Decidemmo che Einstein avrebbe scritto una lettera al presidente.
    Egli mi dettò una specie di bozza e lasciò a me il compito di darle la forma definitiva.
    Dopo che ne ebbi preparate due versioni, tornammo a farle vedere ad Einstein, perché scegliesse la più opportuna.
    Scelse la versione più lunga:
    fu questa la lettera che egli firmò e che più tardi Alexander Sachs doveva portare al presidente Roosevelt
    .
    Nella storia del nostro secolo fu quello uno dei momenti più importanti e più carichi di drammatiche conseguenze.

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Ven Ott 30, 2009 9:13 pm



    Peconic Long Island, 2 agosto 1939:
    alla presenza del fisico ungherese Leo Szilard, Albert Einstein firma il primo documento ufficiale con il quale si richiede a un governo di interessarsi alla costruzione di un'arma atomica.
    Einstein fa presente a Roosevelt che
    nel corso degli ultimi quattro mesi sono state grandemente accresciute, grazie alle ricerche di Joliot in Francia e di Fermi e Szilard in America, le possibilità di provocare in una grande massa d'uranio una reazione a catena che svilupperebbe ingenti quantità di energia...
    Questo nuovo fenomeno porterebbe anche alla costruzione di bombe... dotate di enorme potenza ;
    auspica un contatto permanente fra il governo e i fisici atomici al fine di accelerare i lavori in corso e finanziare le future ricerche;
    comunica la notizia che la Germania ha effettivamente interrotto la vendita dell'uranio estratto dalle miniere cecoslovacche da essa rilevate e aggiunge:
    la prontezza con la quale è stata presa questa misura può forse essere spiegata dal fatto che il figlio del sottosegretario di stato tedesco von Weizsacker fa parte del Kaiser Wilhem Institut di Berlino....
    L'ultimo passo dà forza al discorso:
    il sospetto che in Germania si stia lavorando alla costruzione della bomba atomica è
    fondato su dati precisi.


    Cinque anni più tardi Einstein dirà:
    Se avessi saputo... non avrei mai firmato quella lettera .


    Il motivo principale per cui Einstein venne interessato alla questione non fu tanto il suo eventuale rapporto con il Belgio, quanto il desiderio di arrivare a interessare alle ricerche il governo americano.
    Poco prima della visita fatta a Einstein, Szilard aveva discusso l'intero problema con un amico del mondo finanziario di New York e questi aveva constatato che le risorse finanziarie del dipartimento di fisica della Columbia University non erano sufficienti per le ulteriori ricerche contemplate da Fermi e da lui stesso, e di conseguenza era necessario trovare altri fondi .


    Ultima modifica di michele il Ven Dic 04, 2009 10:21 pm, modificato 1 volta

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Sab Ott 31, 2009 9:32 pm

    La risposta di Roosevelt ad Einstein reca la data del 19 ottobre 1939.
    Come si spiega questo intervallo di due mesi e 17 giorni?
    La lettera firmata da Einstein non arrivò subito a Roosevelt.
    Alexander Sachs attese a consegnarla un momento più opportuno, in modo che il presidente potesse prenderla nella dovuta considerazione.
    In quei due mesi e mezzo dovevano accadere molte cose.
    Negli stessi giorni in cui Einstein sottoscriveva la sua lettera, Hitler preparava l'invasione della Polonia.


    Nel medesimo periodo il massimo fisico tedesco, il premio Nobel Werner Heisenberg, arriva a New York, per una breve visita negli Stati Uniti.
    A Szilar a Wigner, a Fermi, suoi antichi compagni di studio in Germania, e agli altri esuli dall'Europa, si offre finalmente l'occasione preziosa per far luce sui loro sospetti, per chiarire una volta per tutte, definitivamente, i loro dubbi sui progressi scientifici tedeschi compiuti in quei mesi.
    Il clima di amicizia che in passato li aveva legati a Heisenberg sarebbe stato la piattaforma ideale per una discussione aperta e leale.
    Werner Heisenberg sbarca a New York, di qui si reca nel Michigan, ad Ann Arbor, ospite di un amico olandese, il professor Sam Goudsmit.
    Incontra Enrico Fermi, conosciuto a Gottinga, che si trova ad Ann Arbor per un corso estivo all'Università di Michigan e che frequenta il gruppo di Goudsmit.
    Ma le conversazioni tra Heisenberg, Goudsrnit e Ferrni si svolsero nella più grande diffidenza.
    Gli amici e colleghi di un tempo sono restii ad accennare, sia pure velatamente, a questioni di fisica atomica che possano avere a che fare con le possibili utilizzazioni dell'energia nucleare.

    Un fatto è certo:
    nell'agosto del 1939, tanto Fermi che Heisenberg avevano pensato, sia pure in modo generale e del tutto teorico alle possibili utilizzazioni belliche della reazione a catena.
    Parlarono di tutto, si scambiarono esperienze e impressioni, ma si nascosero di proposito il problema più scottante che la fisica atomica si trovava ad affrontare in quel momento.
    In definitiva Heisenberg e Fermi non si fidavano l'uno dell'altro.
    Alla partenza da Ann Arbor ognuno rimase con i suoi sospetti.
    La lettera di Einstein, con le sue precise accuse, giaceva ancora nel cassetto di Sachs.

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Sab Ott 31, 2009 9:33 pm

    Nell'agosto del 1939, Heisenberg torna in Germania e diventa il direttore del Kaiser Wilhelm Institut di Berlino.
    Per i fisici residenti in America la nomina di Heisenberg rappresentava la definitiva conferma dei precedenti timori, rappresentava un segno evidente del suo allineamento al nazismo, la prova sicura che egli stava lavorando al servizio di Hitler.
    Ma la spiegazione che oggi ci dà Heisenberg è ben diversa dalle ipotesi dei fisici residenti in America, tra il '39 e il '44:
    Nell'agosto del '39 racconta Heisenberg
    tornai in Germania per salvare almeno in parte la scienza tedesca e per aiutare i fisici del mio paese a superare la guerra, e poi, anche, nella ricostruzione del dopoguerra, perché fui sempre convinto che, alla fine, Hitler e la Germania avrebbero perduto .
    In coincidenza con la nomina di Heisenberg, il Kaiser Wilhelm Institut viene requisito dalla Hilffswafeamt, l'ufficio Armi ausiliarie.
    A Berlino ci si appresta dunque a costruire la bomba atomica :
    è la giustificabile supposizione dei fisici americani.
    Temo dice Heisenberg
    che la supposizione fosse del tutto errata .

    Il 1° settembre 1939, alle ore 4,45 del mattino, le truppe tedesche invadono la Polonia.
    Cinque giorni prima Stalin e il ministro degli Esteri von Ribbentrop avevano stipulato a Mosca un patto di non aggressione.
    Londra e Parigi sono in allarme, il movimento diplomatico si fa febbrile.
    Il 3 settembre 1939 la Gran Bretagn a e la Francia dichiarano guerra alla Germania.
    Il 15 settembre le truppe sovietiche invadono da oriente la Polonia.
    Il 28 settembre cessa in Polonia ogni resistenza organizzata.
    Washington, ottobre del '39 : dal mattino in cui Einstein ha sottoscritto il suo appello sono trascorsi due mesi.

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Sab Ott 31, 2009 9:35 pm

    Come consigliere di affari internazionali di Roosevelt racconta Alexander Sachs
    sapevo che nel mese di agosto, quando fu stilata la lettera, il presidente era occupato nel tentativo di preparare una conferenza per convincere Hitler a non fare la guerra.
    Non era facile perciò persuadere il presidente a rimettere in discussione un problema che era già stato risolto e deciso negativamente da parte dei capi delle Forze Armate, e in particolare dall'ammiraglio Hooper
    .
    Aspettai fino allo scoppio della guerra per cogliere il momento in cui il presidente avrebbe avuto l'opportunità di considerare questo grosso problema.
    La guerra incominciò il 3 settembre.
    Durante il mese di settembre e la prima settimana di ottobre, Roosevelt fu preso dallo sforzo di rimuovere le restrizioni imposte a un intervento degli Stati Uniti dall'atto di neutralità.
    Il presidente era troppo occupato con problemi di immediata priorità e avrebbe potuto rifiutare.
    Così aspettai.


    L'11 ottobre 1939 Alexander Sachs consegna al presidente Roosevelt la lettera di Einstein alla quale allega un promemoria, redatto da lui stesso, che illustra con ampiezza ancora maggiore i
    timori e i sospetti dei fisici residenti in America sui progressi atomici tedeschi e prospetta l'assoluta necessità di fare “qualcosa “.
    Ma Roosevelt è particolarmente affaticato dopo una giornata di lavoro e rimanda l'incontro alla mattina successiva.
    Questa volta Sachs usa una tattica diversa per attirare l'attenzione del presidente, e inizia la sua comunicazione con un aneddoto storico.
    Durante le guerre napoleoniche - dice Sachs
    un giovane inventore di nome Fulton si rivolse all'imperatore dei francesi offrendogli di costruire una flotta di battelli a vapore, grazie ai quali Napoleone avrebbe potuto approdare in Inghilterra anche con i venti contrari.
    Imbarcazioni senza vele?
    All'imperatore sembrò una cosa completamente assurda.
    E così la miopia di Napoleone fu la salvezza dell'Inghilterra.
    Giudicando assurda la possibilità di costruire un'arma atomica non si rischia di commettere lo stesso sbaglio?

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Sab Ott 31, 2009 9:40 pm

    Quel paragone ricorda Sachs
    lo colpì fortemente e, come ho avuto occasione di dichiarare nella mia testimonianza dinanzi al comitato senatoriale, il giorno 27 novembre del 1945, alla fine di quella riunione il presidente fece chiamare d'urgenza il segretario che si occupava degli affari altamente segreti, il generale Watson, e gli disse che avremmo dovuto " agire subito “;
    era chiarissimo ormai che dovevamo impedire a tutti i costi che il governo tedesco ci sopravanzasse in questo campo essenziale;
    era nostro preciso dovere costruire quell'arma al più presto, onde abbreviare al massimo
    la guerra e per tutti i futuri usi nel tempo di pace
    .

    E il giorno 19 ottobre viene recapitata ad Einstein la risposta del presidente.
    Questa risoluzione trova riuniti ora i fisici emigrati dall'Europa e il governo americano.
    È il primo di una serie d'incontri che si chiameranno progetto Manhattan, Los Alamos.
    Alamogordo.
    Quali risultati ottenne Sachs sottoponendo la lettera di Einstein al presidente Roosevelt?
    Il primo risultato racconta Szilard
    fu che il presidente fece ciò che Einstein aveva chiesto, ossia formò un apposito comitato. Tale comitato era composto da tre membri, con a capo Luman Briggs, presidente del Bureau of Standards.
    E ci fu una riunione, durante la quale il dottor Wigner, il dottor Sachs ed io cercammo di interessare il governo a questa faccenda.
    Ma purtroppo con scarsi risultati
    .
    Sia pure lentamente e fra molte difficoltà il progetto americano per la costruzione di un’ arma atomica si è messo in moto.
    Questo primo successo è opera di cinque uomini :
    Albert Einstein, che ha firmato la lettera per il presidente;
    Alexander Sachs, che l'ha sottoposta a Roosevelt,
    e i tre fisici di origine ungherese che l'hanno ideata, discussa, forse composta :
    Leo Szilard, Eugen Wigner, Edward Teller.
    La prima riunione del Comitato consultivo dell'uranio, di cui parla Szilard, ebbe luogo il 21 ottobre 1939 e vi presero parte, oltre a Sachs, Szilard e Wigner, anche Fermi e Teller.
    Il 1° novembre il Comitato inviò un rapporto al presidente, in cui si parlava a chiare lettere della possibilità di produrre una reazione a catena.



    Tratto da :
    6 Agosto - Storia della bomba atomica
    Leandro Castellani - Luciano Gigante - Vallecchi Editore 1964

    L'Atomica di Hiroshima - Mondadori - 1972

    L'Energia Atomica al servizio dell'umanità - C. Mennella - SEI - 1968

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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Dom Nov 22, 2009 8:22 pm


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    Re: Un Periodo molto bello

    Messaggio  michele il Dom Nov 22, 2009 8:23 pm


      La data/ora di oggi è Mer Mag 23, 2012 7:57 am