
Blue Angels

Staff- M 0.8

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- Messaggio n°1
Blue Angels


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- Messaggio n°2
Re: Blue Angels

Gli Stati Uniti d' America oltre a possedere uno tra i più imponenti ed efficienti apparati bellici al mondo, vantano anche il non poco invidiabile record di potersi permettere ben due reparti acrobatici a tempo pieno.
Al famosissimo team dei Thunderbirds dell'USAF, si contrappone quello non meno famoso ed altrettanto conosciuto dei Blue Angels, la pattuglia acrobatica della Marina Militare.

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- Messaggio n°3
Re: Blue Angels

Con la denominazione di Flight Demonstration Team, la pattuglia acrobatica ufficiale dell'US Navy fu costituita verso la fine della seconda guerra mondiale, quando l' Ammiraglio Chester W. Nimitz, Comandante in Capo delle Operazioni Navali decise che era giunto il momento di dimostrare, principalmente al contribuente americano, il grado di addestramento raggiunto dai piloti della Marina. L'incarico fu affidato al Lt. Cmdr. Roy M. «Butch» Voris, uno tra i più esperti piloti al momento disponibili, che in pochissimo tempo mise in piedi una formazione composta da quattro Grumman F6F Hellcat.

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- Messaggio n°4
Re: Blue Angels

La prima uscita ufficiale avvenne meno di un anno dopo, nel giugno del 1946, sulla stessa base di armamento, la Naval Air Station (NAS) di Jacksonville, in Florida.
Il programma non si poteva certo definire acrobatico, in quanto consisteva in figure e voli in formazioni, manovre queste comuni a tutti i piloti, specialmente a quelli che avevano già combattuto nell' appena concluso conflitto, ma il pubblico sembrò apprezzare molto lo spettacolo.
Durante lo stesso venivano svolti anche dei combattimenti simulati tra gli Hellcat della pattuglia ed alcuni SNJ-6 Texan, dello stesso reparto, debitamente dipinti con le Hinomaru giapponesi, in modo da interpretare degli Zero del Sol Levante.

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- Messaggio n°5
Re: Blue Angels
Solamente due mesi più tardi, il team transitò sui più prestanti e manovrieri Grumman F8F Bearcat, sui quali apparve per la prima volta la scritta Blue Angels ed introducendo nel programma l'ormai famosa formazione a diamante.
L'F8F fu l'ultimo velivolo ad elica in dotazione, in quanto nel 1949 il reparto inaugurò l'era del jet con l'F9F-2 Panther, il nuovo caccia della Grumman su cui il comando navale stava riorganizzando i reparti di volo della Marina.

Con una accattivante colorazione completamente blu ad eccezione dei raccordi ala-fusoliera in metallo naturale ed i codici in oro, i Blue Angels poterono esibirsi di fronte al proprio pubblico solamente fino al giugno del 1950.
A seguito dello scoppio del conflitto coreano infatti, sia gli aerei che i piloti furono destinati a compiti meno pacifici, venendo inquadrati nel Fighter Squadron 191 (VF-191) «Satan's Kittens» a bordo della portaerei USS Princeton che incrociava al largo delle coste coreane.
Fu proprio durante una missione di guerra, che il capo formazione Johnny Magda perse la vita in un combattimento aereo nel marzo 1951.

L'F8F fu l'ultimo velivolo ad elica in dotazione, in quanto nel 1949 il reparto inaugurò l'era del jet con l'F9F-2 Panther, il nuovo caccia della Grumman su cui il comando navale stava riorganizzando i reparti di volo della Marina.

Con una accattivante colorazione completamente blu ad eccezione dei raccordi ala-fusoliera in metallo naturale ed i codici in oro, i Blue Angels poterono esibirsi di fronte al proprio pubblico solamente fino al giugno del 1950.
A seguito dello scoppio del conflitto coreano infatti, sia gli aerei che i piloti furono destinati a compiti meno pacifici, venendo inquadrati nel Fighter Squadron 191 (VF-191) «Satan's Kittens» a bordo della portaerei USS Princeton che incrociava al largo delle coste coreane.
Fu proprio durante una missione di guerra, che il capo formazione Johnny Magda perse la vita in un combattimento aereo nel marzo 1951.


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- Messaggio n°6
Re: Blue Angels

Lo stesso anno il team si riorganizzò sulla Naval Air Station di Corpus Christi nel Texas, dotandosi degli F9F-5, al momento la versione più recente e più veloce del Panther.
L'anno successivo, questi velivoli furono affiancati da due Chance Vought F7U-1 Cutlass, che vennero affidati ai due solisti.


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- Messaggio n°7
Re: Blue Angels

La presenza al reparto del nuovo velivolo fu però effimera, venendo ben presto ritirato a causa della sua non eccelsa manovrabilità, della sua scarsa affidabilità e ancor più della difficoltà di manutenzione, tanto problematica da doverla affidare alla stessa ditta costruttrice.
Nell'inverno del 1954 un nuovo cambio di residenza, quest'ultimo definitivo almeno per il momento, porta l'US Navy Flight Demonstration Team sull’ attuale «home» base di Pensacola nella splendida Florida.
Lo spostamento coincide anche con il cambio di cavalcatura, con l'introduzione dell'F9F-8 Cougar, sempre della Grumman e primo aereo con ali a freccia dei Blue Angels, e del relativo addestratore biposto F9F-8T.

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- Messaggio n°8
Re: Blue Angels

I successivi venti anni vedono il team transitare su altri due diversi tipi di velivoli, il supersonico Grumman F11F-1 Tiger e lo stupendo ed impressionante McDonnell Douglas F-4J Phantom II.

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- Messaggio n°9
Re: Blue Angels

Il Tiger fu l'ultimo aereo della Grumman in dotazione al reparto, ed anche se la condotta di volo era assai impegnativa a causa della sensibilità dei comandi, fatto di non poca importanza durante le figure di volo in formazione serrata, fase che non permetteva la pur minima distrazione da parte dei piloti, esso rimase in linea per ben undici anni.
Con questo velivolo i Blue Angels introdussero nuove figure come l' atterraggio in formazione a quattro e poi a sei, mezzo otto cubano ed addirittura un tonneau in formazione con gli aerei in configurazione «sporca», cioè con carrelli estratti e flaps estesi.


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- Messaggio n°10
Re: Blue Angels

Con l'introduzione del possente Phantom (1969) alle figure già dette, se ne aggiunsero altre atte a sfruttare la potenza dell' aereo, quale il decollo dei due solisti da opposte direzioni con il relativo incrocio a centro pista a prova di infarto.
Con questo aereo il team si è esibito praticamente in tutto il mondo, effettuando tournee in Estremo Oriente, toccando il Giappone, le Filippine, la Corea e Taiwan, e in Europa, memorabile è stata la loro partecipazione all' Aviano Open Day del 1973.
Purtroppo l'impiego dell'F4 sarà ricordato anche per una serie di incidenti che portarono alla perdita di cinque aerei ed alla morte di due piloti, fatti questi che costrinsero alla cancellazione delle esibizioni per la stagione 1973 e che portarono assai vicino allo scioglimento della pattuglia stessa.

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- Messaggio n°11
Re: Blue Angels

Fortunatamente questa drastica decisione non fu mai presa, ma i fatti sopra riportati ed i consumi assai elevati, ricordiamo che si era in piena epoca di crisi energetica, decretarono la scomparsa del bireattore e l'apparizione del McDonnell Douglas A-4F Skyhawk, fatto che coincise anche con una riorganizzazione del reparto che passò dalla vecchia designazione di «Navy Flight Demonstration Team» all'attuale «Navy Flight Demonstration Squadron».

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- Messaggio n°12
Re: Blue Angels

Il piccolo ed agile monoreattore, con un rapporto peso/potenza di circa 1: 1, segnò un' era per la pattuglia acrobatica dando una svolta decisiva al programma di volo.
Durante il periodo 1974-1986, il binomio Blue Angels/Skyhawk è stato sinonimo di precisione, abilità ed alta acrobazia, il tutto supportato dall'entusiasmo dei più di 50 milioni di spettatori accorsi ad ammirare le esibizioni del team.

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- Messaggio n°13
Re: Blue Angels
La storia recente del reparto è legata all'adozione, da parte dello stesso, del prestigioso aereo doppio ruolo McDonnell Douglas F/A-18A Hornet, avvenuta l'8 novembre 1986 in concomitanza con il 40° anniversario della pattuglia.

Per non gravare pesantemente sul budget assegnato alla Marina, vennero consegnati dei velivoli di «seconda mano», ai quali furono apportate le modifiche necessarie a renderli idonei all'uso acrobatico. Oltre ovviamente a verniciare gli aerei nella classica livrea dei Blue Angels, fu necessario ad esempio l'installazione dell'impianto per i fumogeni e di un circuito di alimentazione invertito, oltre che di un congegno di controllo per la barra leggermente diverso, consistente in una molla di richiamo posta in una
ben determinata posizione, allo scopo di dare la dovuta sensibilità durante lo svolgimento di particolari manovre.
In aggiunta a questi il team ha ricevuto anche un singolo F/A-18B, impiegato per trasportare lo speaker e fungere da riserva in caso di necessità, nonchè per voli di addestramento.

Per non gravare pesantemente sul budget assegnato alla Marina, vennero consegnati dei velivoli di «seconda mano», ai quali furono apportate le modifiche necessarie a renderli idonei all'uso acrobatico. Oltre ovviamente a verniciare gli aerei nella classica livrea dei Blue Angels, fu necessario ad esempio l'installazione dell'impianto per i fumogeni e di un circuito di alimentazione invertito, oltre che di un congegno di controllo per la barra leggermente diverso, consistente in una molla di richiamo posta in una
ben determinata posizione, allo scopo di dare la dovuta sensibilità durante lo svolgimento di particolari manovre.
In aggiunta a questi il team ha ricevuto anche un singolo F/A-18B, impiegato per trasportare lo speaker e fungere da riserva in caso di necessità, nonchè per voli di addestramento.

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- Messaggio n°14
Re: Blue Angels

I mesi precedenti la prima uscita ufficiale furono impiegati per l' addestramento degli equipaggi onde prendere dimestichezza con il nuovo velivolo e modificare il programma di volo in base alle caratteristiche tecniche dell'Hornet.
Tutte le difficoltà ed i problemi furono ben presto superati tanto che nel 1992, durante la prima tournee in Europa dopo ben 19 anni di assenza, più di un milione di spettatori hanno assistito alle esibizioni dei Blue Angels, che in trenta giorni hanno toccato otto differenti nazioni del Vecchio Continente quali: Svezia, Finlandia, Russia, Romania, Bulgaria, Italia, Inghilterra e Spagna.
Durante la stagione 1997 gli spettatori sono stati più di sedici milioni e, dal lontano 1946, la pattuglia si è esibita di fronte ad un pubblico di più di 307 milioni di persone.

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- Messaggio n°15
Re: Blue Angels

I piloti dei Blue Angels
Per poter effettuare manovre precise ed in sicurezza i piloti dei Blue Angels, così come i piloti di tutte le altre pattuglie acrobatiche, necessitano di una continua pratica e di un continuo perfezionamento delle figure, onde stabilire un profondo affiatamento tra tutti i componenti del gruppo.
La stagione delle esibizioni del team ha inizio a marzo e termina a novembre, dopodichè, trascorso un breve periodo di vacanza, si ricomincia.
Gli elementi anziani della formazione assumono maggiore responsabilità passando in una posizione più importante nella formazione, lasciata libera dai piloti che abbandonano la pattuglia, mentre le «nuove reclute» iniziano l'addestramento.
Queste provengono sia dai reparti di volo della US Navy che da quelli dell'US Marine Corp e come requisiti base devono essere volontari di carriera ed avere almeno 1.500 ore di volo sui jet.
Mediamente sono 50 i piloti che ogni anno fanno domanda, ma di questi solamente sette superano una prima selezione.
I «sopravvissuti» vengono quindi inviati presso il Flight Demonstration Squadron, dove toccano con mano la dura vita di pattuglia, familiarizzando con gli altri componenti, con le tecniche di volo e con i velivoli.
Al termine del periodo spetta al Leader la scelta e solamente due o al massimo tre di essi entrano a far parte del team.
La preparazione alla successiva stagione non avviene però a Pensacola, ma su un' altra base a terra della Navy, e precisamente sulla base californiana della Naval Air Facility di EI Centro a 200 chilometri da San Diego.

