Storia delle Ali Reggiane

    The Great Marianas Turkey Shoot

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    daniele
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    Re: The Great Marianas Turkey Shoot

    Messaggio  daniele il Sab Ott 02, 2010 5:21 pm

    La ricognizione aerea di Mitscher non riuscì a scoprire la flotta di Ozawa fino alle 15:40 del 20 giugno, a una distanza stimata di 395 km.
    La distanza era piuttosto notevole per gli aerei da attacco statunitensi, ed era già abbastanza tardi per lanciare un attacco, ma Mitscher non aveva alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire questa opportunità.
    Alle 16:24 il primo di 236 aerei decollò dalle portaerei di Mitscher.
    Solamente dopo che l'attacco era stato lanciato, egli fu informato che l’iniziale rapporto della ricognizione era errato, e che la distanza della flotta di Ozawa era, al momento, di circa 540 km.
    La missione richiedeva ora che i suoi aerei volassero fino a una distanza di circa 90 km superiore alla loro normale autonomia, ma Mitscher non diede il contrordine.
    Egli decise di non lanciare una seconda ondata, ma di non richiamare la prima.
    La ricognizione di Ozawa scoprì Mitscher, e l’Ammiraglio giapponese lanciò un pateticamente piccolo gruppo formato da sette Kate e tre Jill, che non riuscirono nemmeno a scoprire la flotta avversaria.
    Le rimanenti sette portaerei di Ozawa (le due maggiori erano state affondate da sommergibili americani il giorno prima) si trovarono sotto attacco alle 18:25, con il sole già basso sull'orizzonte.
    Un'altra portaerei giapponese fu affondata e tre altre danneggiate durante l'attacco successivo.
    Degli Zero che difendevano la flotta, 65 su 80 furono abbattuti dagli Hellcat.
    Ora però i piloti statunitensi si trovavano di fronte ad un grave problema.
    Quando fecero ritorno alle portaerei erano le 19:35 e il sole era già tramontato.
    Non c'era luna quella sera e alle 20:00 l'oscurità era totale.
    Quando il primo degli attaccanti che facevano ritorno trasmise che non erano in grado di scorgere le navi nell'oscurità, Mitscher prese la sua famosa, pericolosa decisione di ordinare a tutte le navi di accendere le loro luci.
    I primi aerei di ritorno iniziarono ad appontare alle 20:33.
    Pure, le perdite dei suoi gruppi aerei furono elevate, a causa della grande distanza percorsa e dell'appontaggio notturno.
    Solo 20 aerei erano stati perduti durante l'attacco per opera della difesa giapponese.
    Per contro, 80 furono costretti ad ammarare o si distrussero durante l'atterraggio, ma talmente efficace fu lo sforzo di recuperare gli equipaggi abbattuti che solo 38 aviatori furono persi.
    Durante i due giorni della battaglia, “Grande Tiro al Tacchino delle Marianne” si produssero ripetutamente certe condizioni che resero il risultato inevitabile.
    La condizione di scarso addestramento dei piloti di Ozawa, la mancanza di equipaggiamento difensivo sui loro aerei e la soverchiante superiorità numerica degli americani domarono il loro sforzo.
    Infine Ozawa commise almeno un tragico errore che distrusse ogni possibilità di vittoria che egli poteva eventualmente avere.
    Allorché decise di fare eseguire l'attacco in quattro distinte ondate, con intervalli sufficienti fra loro da permettere alla difesa statunitense di riorganizzarsi, egli sciupò il coraggio dei suoi uomini.
    Se avesse riunito i suoi aerei in un solo gruppo di 324 aerei, il compito degli Hellcat sarebbe stato molto più difficile, e i risultati più problematici.

    Robert C Stern
    Aerei, Settembre 1980

      La data/ora di oggi è Mer Mag 23, 2012 8:51 am