Fox il Dom Feb 20, 2011 11:10 am
Sull'incidente, ecco la testimonianza di uno dei due motoristi che erano a bordo:
Pietro Casali:
"Il 25 febbraio 1938 decollammo con il P.32 bis. versione con motori Piaggio, per effettuare un volo cli prova.
Erano le 16,30,
A bordo era il pilota, Com.te Gamna, assistito da due motoristi: Pugi e io.
Dopo il decollo venne presa come direzione Modena ed è a metà strada tra le due città che, ad una quota di 650 metri, si verificò un'avaria al motore sinistro tanto da renderlo inattivo.
Gamna decideva subito il rientro all'aeroporto di Reggio e, immediatamente, provvide ad invertire la rotta.
Questa manovra costò al velivolo una perdita di quota di circa cento metri.
Subito dopo i pilota diede ordine di abbassare il carrello e di prepararsi ad un normale atterraggio.
A circa tre chilometri dal campo venne ritenuto opportuno, onde evitare il sorvolo di filari di alberi e di linee ad alta tensione, che si trovavano in prossimità del campo, variare la traettoria di discesa.
Anziché procedere in senso rettilineo, virare per prendere il campo in diagonale da sinistra.
Anche questa manovra portò inevitabilmente ad una perdita di quota e velocità;
a circa due chilometri dal campo il velivolo si trovava a meno di 80 metri d’altezza ed alla minima velocità di sostentamento.
In quel momento , vista l’impossibilità di raggiungere il campo e il pericolo di investire un gruppo di fabbricati, il pilota, dopo aver tolto contatto al motore ancora funzionante , lascio cadere l’aereo in scivolata d’ala su un prato alberato.
Nell’impatto il velivolo prese subito fuoco.
I motoristi Casali e Pugi, nonostante gravi ustioni e varie fratture, riuscirono a mettersi in salvo.
Il com.te Gamna effettuò alcuni tentativi per uscire dal portello superiore ma, a causa di probabili fratture agli arti inferiori, non riuscì nell’intento e perì tra le fiamme.
Il 12 aprile 1938 giunse l’ordine di sospendere le costruzioni del P.32 bis in seguito ai gravi incidenti che, nel frattempo, si erano verificati ai P.32 con base ad Aviano.
Un Ca405 C invece, rientrerà in ditta per essere ricondizionato come velivolo postale transoceanico.
Venne rifatta la prua, che fu dotata di una speciale chiglia di tipo nautico per eventuali ammaraggi di fortuna.
Il 9 gennaio 1939 il Ca.405 C ritorna a Guidonia per le prove di collaudo, effettuate questa volta dal Com.te De Bernardi, da Rossetti e da De Crescenzio, assistiti dal motorista Casali, pienamente rimessosi dopo il pauroso incidente del P.32 bis.
I voli a cui ha partecipato Casali sono qui sotto elencati;
dopo di essi il velivolo rimarrà a Guidonia e sulla sua sorte, su quella dell'altro Procellaria e del primo prototipo del P.32 BIS, scenderà il silenzio.
Tratto da :
Il caccia RE 2000 e la storia delle Reggiane
Sergio Govi
I caccia Caproni Reggiane 1938 – 1945
Piero Prato