Storia delle Ali Reggiane

    La battaglia d‘Inghilterra

    Condividere

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 8:49 pm


    E’ caduto di recente, nello scorso mese di ottobre, il cinquantesimo anniversario dell'epica lotta tra l'aviazione inglese e quella tedesca per la conquista della supremazia aerea, condizione indispensabile alla prima per impedire invasioni dell'isola e alla seconda per farla effettuare con successo dalle truppe della Wehrmacht.
    Winston Churchill era consapevole che l'operazione "Leone Marino"progettata da Hitler non avrebbe avuto luogo prima di avere sconfitto l'aviazione da caccia inglese, che diversamente, senza il dominio del cielo, sarebbe stata un'impresa quanto mai azzardata.
    Convinto, inoltre, che dalla vittoria aerea dipendevano "la vita della Gran Bretagna e la libertà del mondo", egli aveva dato la priorità assoluta all'organizzazione e al potenziamento della difesa aerea.
    Nel campo opposto, anche il Fuhrer attribuiva la stessa importanza alla vittoria nell'aria, tanto che, all'Ammiraglio Raeder, il quale aveva chiaramente espresso il proprio scetticismo sul successo della traversata della Manica, disse che se dopo otto giorni di intensa guerra aerea la "Luftwaffe" non avesse conseguito notevoli distruzioni delle forze aree, navali e dei porti nemici, l'operazione di sbarco sarebbe stata rinviata al maggio del 1941.
    Per molti anni è stato attribuito il merito della vittoria della "Royal Air Force (R.A.F.)", oltre che al valore indiscusso degli equipaggi di volo, anche se non soprattutto, alla sorpresa tecnica costituita dal radar.
    Ora però, dopo l'apertura degli archivi tedeschi e inglesi, possiamo affermare che ben altre furono le sorprese tecniche d'ambo le parti.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:11 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 8:51 pm


    Innanzi tutto, contribuì molto al successo inglese la possibilità di decrittare con l'apparato "Ultra" le comunicazioni radio tedesche diffuse dal cifratore "Enigma".
    Ciò consentì al comando britannico non soltanto di attivare per tempo i mezzi della difesa, ma anche di mettere in all'erta la difesa civile.
    Inoltre, gli scienziati dell" Air Defence Research Committee" riuscirono a trovare il modo per neutralizzare in tempi successivi i tre principali sistemi tedeschi di guida dei bombardieri sui bersagli con ogni tempo (Knickebein, X GERAT,Y GERAT).
    Pare che soltanto un quinto del totale delle bombe sganciate dai piloti tedeschi durante la loro offensiva caddero sui bersagli e molti velivoli andarono perduti perchè completamente fuori rotta.
    Ben a ragione perciò Churchill scrive:
    "Ma questi nobili sforzi su nei cieli e nelle strade fiammeggianti sarebbero stati vani, se la scienza e l'ingegno inglese non avessero avuto la parte decisiva e degna d'eterna memoria ... ".
    Per quanto riguarda il radar si trattò molto più semplicemente, di un ottimo sfruttamento di questo nuovo mezzo elettronico di avvistamento, che consentì agli inglesi di applicare egregiamente il principio della concentrazione delle forze aeree nello spazio e nel tempo.
    Anche i tedeschi, infatti, ne erano in possesso nel 1940 ed erano, anzi, all'avanguardia nella preparazione di un radar di bordo per i velivoli da caccia, che realizzeranno l'anno dopo e lo produrranno in serie a partire dal febbraio 1942, con la sigla FU-G202 "Lichtenstein", mentre l'Inghilterra ne realizzerà un tipo molto ingombrante che si poteva installare soltanto sui velivoli biposto "Blenheim" e "Beaufighter").
    La Gran Bretagna, a differenza della Germania che li aveva ripartiti in tre comandi, aveva posto tutti i velivoli da caccia alle dipendenze di un comando unico, il "Fighter Command", suddividendoli in gruppi e settori collegati tra loro con un sistema di comunicazioni telefoniche molto efficiente, in grado di assicurare la rapida concentrazione e manovra delle forze aeree.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:12 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 8:52 pm


    L'organizzazione della difesa era stata studiata in modo da sfruttare al massimo tutti i mezzi attivi e passivi e, soprattutto, il radar;
    evitare le dispendiose crociere di vigilanza della caccia; realizzare, infine, la concentrazione dei velivoli in tempo utile per intercettare i bombardieri nemici prima che raggiungessero i loro bersagli.
    Churchill, nelle sue "Memorie", descrive in modo drammatico l'organizzazione operativa del "Fighter Command" durante una delle più cruente battaglie aeree e attribuisce il merito dell'ideazione e dell'efficienza del complesso organismo all' Air Marshall Hugh Dowding.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:13 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 8:53 pm


    Era stato questi, infatti, che dal 1935 in avanti, con grande preveggenza, aveva tenacemente lottato per ottenere i fondi e gli uomini necessari per realizzarlo .
    L' offensiva aerea tedesca era stata concepita, secondo le direttive di Hitler del 12 luglio 1940, "per creare le condizioni che rendevano possibile lo sbarco, colpendo l'aviazione inglese nei mezzi e nel morale in modo che non potesse più avere alcuna apprezzabile forza aggressiva da opporre alla traversata tedesca".
    Esse furono integrate dalla direttiva del 10 agosto, con la quale veniva indicato nella sconfitta dell'aviazione inglese, "nel più breve tempo possibile", lo scopo primario dell'offensiva aerea della "Luftwaffe", da conseguire mediante attacchi agli aerei, alla loro organizzazione a terra, alle industrie aeronautiche.
    In questo documento compare per la prima volta il concetto del nostro Gen. Amedeo Mecozzi sulla "superiorità aerea temporanea o locale" che, messo in relazione con la convinzione e la pratica di neutralizzare la caccia avversaria attraverso i combattimenti aerei invece che al suolo, dimostrerebbe una certa influenza delle idee del teorico italiano sui capi della "Luftwaffe".
    Scrisse, inoltre, Hitler di riservare a se stesso ogni decisione in merito agli "assalti terroristici come mezzo di rappresaglia" (in effetti li autorizzò solo dopo il primo bombardamento di Berlino dell'agosto 1940 effettuato, pare, per rappresaglia in seguito alla caduta accidentale di alcune bombe all'estrema periferia londinese).
    Gli ordini impartiti dal Comando Supremo alla "Luftwaffe" miravano anche a creare le premesse per un'efficace lotta contro le importazioni via mare di materiale bellico, nonchè a distruggere l'economia di guerra, mediante le operazioni di contro-aviazione e di bombardamento delle industrie aeronautiche, dei porti e dei convogli.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:13 pm, modificato 3 volte

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:01 pm

    Un insieme di compiti e di obiettivi di varie categorie e valori, che l'aviazione tedesca non era in grado di assolvere con i tipi di velivoli disponibili e che finirono per essere ridotti in uno solo:
    spezzare la resistenza morale e materiale della popolazione inglese attraverso i bombardamenti di Londra e di altre città.
    In questo modo fu commesso lo stesso errore compiuto dal "Royal Navy Air Service" nell'autunno 1914 (e dalla Raf nei primi mesi del 1940 e dopo), dovuto alla convinzione di poter determinare il collasso della nazione avversaria bombardando i suoi principali centri urbani (non condivisa, per la verità, da Churchill, che fin dal 1914 aveva espresso il proprio scetticismo e disaccordo a riguardo, al pari del resto di Lloyd George .
    Gli ordini di operazioni iniziali del Comando della "Luftwaffe" avevano correttamente indicato quale compito primario la distruzione degli aeroporti sede della caccia inglese e delle industrie aeronautiche.
    In seguito prevalse la concezione della distruzione in volo dei velivoli nemici e, perciò, il Maresciallo H. Goering decise di attaccare Londra (autorizzato da Hitler infuriato per i bombardamenti inglesi su Berlino e su altre città, come il Kaiser nella prima guerra mondiale) nella certezza di poter alla fine indurre la caccia inglese ad accettare il combattimento in massa, cosa che essa aveva sempre evitato.

    Antonio Pelliccia
    AERONAUTICA, Marzo 1991


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:14 pm, modificato 2 volte

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:02 pm


    L’ offensiva aerea tedesca fu attuata in cinque fasi, dal mese di luglio a ottobre 1940, con l'impiego di 2422 velivoli contro 920 velivoli da caccia inglesi.
    Durante la prima fase (10 luglio-20 agosto) furono bombardati i convogli nel Canale della Manica ed effettuate missioni di caccia libera per saggiare la prontezza operativa del "Fighter Command".
    In questo periodo furono affondate 30 navi e abbattuti duecentodiciannove velivoli inglesi contro centosettantotto aerei tedeschi perduti.
    La seconda fase (13-23 agosto) ebbe per scopo la distruzione della caccia inglese in combattimento e al suolo, nonchè delle industrie aeronautiche e dei radar lungo le coste.
    L'operazione iniziò il giorno 13 con complessive 1500 sortite, durante le quali i bombardieri non trovarono i bersagli a causa delle cattive condizioni atmosferiche e altri bombardarono aeroporti sui quali era stata erroneamente segnalata la caccia.
    Il bilancio fu di 14 velivoli inglesi e 34 tedeschi abbattuti il primo giorno e 61 e 78, rispettivamente, il giorno 15.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:14 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:09 pm

    Il 19 il comando della "Lufwaffe" ribadì la necessità di distruggere la caccia inglese e, nello stesso tempo, di neutralizzare l'aviazione da bombardamento, ma non tenne conto della scarsa autonomia dei velivoli "Bf.109" di scorta, per cui i bombardieri continuarono a subire gravi perdite.
    Per rimediare fece ricorso alla scorta ravvicinata su obiettivi entro il raggio d'azione della caccia,facilitando così il compito della difesa aerea inglese.

    Nella terza fase (24 agosto-6 settembre) iniziata dopo una pausa dovuta alle pessime condizioni meteorologiche. furono intensificati i bombardamenti delle industrie di motori, dei depositi carburanti e lubrificanti, dei cantieri navali e degli aeroporti, con discreti risultati grazie al maggior numero di velivoli da caccia di scorta, scalati alle varie quote di avvicinamento e con una formazione libera di caccia che si spostava in continuazione da una quota all'altra.
    Alla fine del mese il Comando Supremo tedesco decise di effettuare una grande offensiva sulla capitale inglese, interrompendo gli attacchi agli aeroporti e alle industrie aeronautiche.
    Fu un grave errore, perchè a causa delle perdite subite, della carenza di piloti addestrati e di velivoli, secondo Dowding, il "Fighter Command" stava per entrare in crisi.
    Invece ebbe, insperatamente, il tempo e la possibilità di organizzare le proprie forze aeree seriamente provate dall'offensiva della "Luftwaffe".
    Churchill riconobbe anch'egli che se i tedeschi avessero continuato i loro massicci attacchi aerei tutta la complessa organizzazione del comando dell'aviazione avrebbe potuto essere distrutta, aggiungendo che fu un senso di sollievo che il Comando caccia vide l'attacco germanico spostarsi su Londra, deducendone che il nemico aveva cambiato i suoi piani.
    Secondo lui "Goering avrebbe dovuto assolutamente continuare contro gli aeroporti, dalla cui organizzazione dipendeva tutto il mordente delle forze aeree in quel periodo.
    Allontanandosi dai classici principi della guerra, come pure (dalle norme di umanità fino a quel giorno universalmente accettate, egli commise un gravissimo sbaglio.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:15 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:09 pm


    Inizio così la quarta fase (7-30 settembre) con bombardamenti su Londra effettuati con ondate successive di circa 350 velivoli scortati da 350 caccia.
    Il "Fighter Command" intervenne con formazioni pesanti che arrivarono anche a 80 velivoli, infliggendo gravi perdite agli attaccanti (in un solo giorno furono abbattuti 56 velivoli tedeschi).
    Il Comando della "Luftwaffe" fece effettuare le azioni offensive con intervalli di tempo eccessivi, quasi due ore, che furono ampiamente sufficienti ai piloti inglesi per rifornire i velivoli e per rintuzzare i nuovi attacchi.
    Inoltre persistette nella diversificazione dei bersagli e peggio ancora, ritornò al rimpiego di piccole formazioni offensive con forte scorta di caccia.
    In questa fase aumentarono anche le incursioni notturne su Londra, con formazione massicce (fino a 260 velivoli) e con una cadenza giornaliera che durò tutto il mese di settembre.


    Ultima modifica di Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:15 pm, modificato 1 volta

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Sab Ott 11, 2008 9:10 pm


    L'ultima fase (1-31 ottobre) fu caratterizzata dall'impiego di cacciabombardieri e di caccia adattati per il trasporto di una bomba di 250 chilogrammi.
    La tattica adottata dal "Fighter Command" per contrastare questa nuova offensiva fu di intercettare gli attaccanti il più lontano possibile dai loro obiettivi, indurla a sganciare le bombe per difendersi meglio, rompere il contatto e rientrare alla base.
    Sulle perdite complessive delle due aviazioni contrapposte i dati sono discordanti:
    dalla tabella pubblicata da Churchill risultano 1733 velivoli avversari abbattuti secondo i tedeschi e 2698 secondo gli inglesi, contro 915 velivoli da caccia della RAF.
    Fonti tedesche più recenti danno 1663 velivoli inglesi, di cui 1290 caccia, e 1634 della "Luftwaffe", di cui 812 caccia, abbattuti.
    Gli inglesi vinsero la battaglia aerea oltre che per la loro indiscussa bravura, l'alto morale e la perfetta organizzazione a terra, anche per gli errori dei tedeschi, fra cui l'inosservanza del principio dell'obiettivo, cambiando e diversificando continuamente i bersagli; ma le direttive contraddittorie e dottrinalmente errate; lo scarso coordinamento della caccia con il bombardamento e la inadeguata pianificazione dell'emissione di questa specialità, con grave dispendio di uomini e di mezzi ,la mancanza di un velivolo da bombardamento a grande autonomia e carico bellico utile.
    A quest' ultimo riguardo bisogna dire che sia la Germania che l'ltalia non avevano previsto la guerra contro l'Inghilterra e, perciò i loro piani concernevano sol tanto la Francia.
    Di conseguenza, per i velivoli da bombardamento era stato calcolato un raggio d'azione massimo di ottocento chilometri, sufficiente per raggiungere i principali obiettivi francesi. À
    Infine, va rilevata la sottovalutazione dei servizi di spionaggio e delle contromisure elettroniche inglesi, ammessa dagli stessi tedeschi .

    Antonio Pelliccia
    AERONAUTICA, Marzo 1991

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:41 am



    « Per me, la battaglia d'Inghilterra fu come la guerra di Troia.
    C'erano infatti tutti gli eroi disponibili.
    I nostri e i loro e tutti, da una parte e dall'altra, combatterono in maniera superba.
    Direi leggendaria.
    Senza lo sbarco, però, fu una battaglia inutile.
    Un sacrificio eroico senza significato.
    Noi e gli inglesi abbiamo perduto il meglio dei nostri uomini» .

    Parlava l’ex feld maresciallo Erhard Milch.
    Molti anni fa.

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:42 am

    Durante la guerra l’avevo incontrato in uniforme.
    Milch, ispettore generale della Luftwaffe, era il numero due dell'aviazione tedesca.
    Nella gerarchia militare d'allora veniva subito dopo Hermann Goering, che ne era il capo supremo.
    Per rivederlo m'ero spinto fino a Dusseldorf dove viveva ormai in ritiro.
    Pensionato non certamente d'oro anche se nell'ambiente militare la sua personalità era rimasta intatta.
    Seduto in un angolo del divano, in penombra, nella sua casa borghese alla periferia della città, mi riusciva difficile ricordarlo in divisa.
    S'era infatti appesantito, ma la sua testa prussiana era quella di un tempo.
    Aveva i capelli corti.
    L'abito di buon taglio e quando salutava, da militare e da prussiano, inclinava il busto in maniera particolare, come se fosse sui punto di rendere omaggio a un'altezza reale.
    Con Erhard Milch ero venuto a parlare della battaglia.
    Del blitz, come si dice ancora oggi, che principiò nel luglio del 1940 e raggiunse la fase cruciale due mesi dopo quando Hitler, modificando i piani, ordinò di distruggere Londra.
    Per le forze tedesche, che in tre settimane avevano conquistato mezza Europa, fu la prima sorprendente battuta d'arresto, decisiva per le sorti della guerra.
    Sono trascorsi 41 anni da quella vicenda e ancora adesso ci si domanda :
    perchè caduta la Francia e fuggiti gli inglesi da Dunkerque, Hitler non abbia rivolto la potenza della sua macchina bellica ancora intatta contro il Regno Unito ?
    Poteva farlo?
    Qualcosa l'ha impedito ?
    Esisteva davvero un piano di sbarco ?

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:43 am

    «Nulla avrebbe potuto impedirlo e per molte ragioni il successo sarebbe stato sicuro.
    La sola cosa da fare era sfruttare lo choc di Dunkerque e agire subito come avevamo suggerito Sunlem. Kesselring e io.
    Lanciare, cioè, paracadutisti su Londra e sugli aeroporti inglesi e dopo far seguire un massiccio sbarco di truppe con cannoni e carri armati.
    Student comandava i paracadutisti in Belgio:
    con i suoi uomini, addestrati alla perfezione, aveva fatto colpi straordinari.
    Kesselring era alla testa della flotta aerea del Belgio, dell'Olanda e della Francia settendrionale.
    Aveva aeroplani a sufficienza per garantire la copertura del cielo.
    E’ vero che a Dunkerque gli inglesi hanno realizzati il miracolo di portare in salvo 270 mila uomini dei 390 mila della British Expeditionary Force che c'era sul Continente ma è altrettanto vero che ilmiracolo fu possibile perchè Hitler impedì che la BEF venisse annientata.
    Fu lui che diede via libera al reinbarco del nemico e ostacolò la cattura dell’intero corpo di spedizione britannico in Europa».

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:43 am


    Le affermazioni di Milch mi vennero in seguito confermate in Gran Bretagna.
    «Le difese erano da ridere. - mi disse Peter Townsend che fu uno degli eroi della battaglia –
    Se in quel momento Hitler avesse lanciato 5.000 paracadutisti e avesse occupato qualcuno dei nostri aeroporti e poi inviato per mare un centinaio di carri, be', nonostante la decisione e il coraggio della sua gente, il Regno Unito non si sarebbe salvato».
    Ma Hitler non sbarcò.

    « Il Fuhrer ,prosegui il feldmaresciallo Milch - aveva altre idee per la testa.
    Il suo chiodo fisso era la Russia che considerava il vero, implacabile nemico dell’Europa.
    All'Inghilterra sferrava un colpo, poi si fermava e ne aspettava l'esilo, sempre nella speranza che Londra si decidesse a trattare.
    Ci credeva.
    Ne era sicuro e più di una volta parlando al Reichstad si dichiarò disponibile per trattative che non intaccassero il prestigio e l'orgoglio degli inglesi»

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:44 am


    Il 5 giugno, mi recai da Goering che si trovava sul suo treno comando.
    Goering si spostava sempre per ferrovia e il suo convoglio, costituito di sei vagoni, negli ordini operativi veniva indicato con il nome convenzionale Asia.
    Il giorno della mia visita, il Maresciallo era nervoso e accigliato.
    Con lui c'era il generale Jeschonnek, capo di Stato Maggiore della Luftwaffe.
    «Ebbene Milch - mi disse appena dentro - che cosa facciamo con questi inglesi?»
    «Lo domando a voi» - ribattei io.
    «Bisogna distruggerli con l'aviazione» disse lui.
    «L'aviazione non basta - replicai - ci vogliono anche i soldati.
    Il mio piano lo conoscete.
    Mi dispiace che non sia presente Student; lui potrebbe illustrarvelo meglio di me.
    Mi sembra che sia un piano eccellente, tanto più che gli inglesi sono ancora sotto choc per la disfatta di Dunkerque».

    Goering scosse la testa.
    «Il Fuhrer - disse - non è di questo parere.
    E’ d'accordo, invece, per un 'azione aerea pesante e continua.
    La vostra idea degli sbarchi è folle.
    Tempo un mese, vi dimostrerò che avete torto».

    Dal 5 al 7 giugno del 1940 neppure una bomba fu lanciata sull'lnghilterra.
    Nei giorni seguenti ci furono piccoli raid notturni su Portsmouth, Portland, Southampton, Folkestone e Bournemouth, con danni insignificanti.
    Londra era tabù.
    Il Fuhrer aveva proibito di toccarla.
    Esisteva un piano di invasione dal mare, battezzato da prima «Lowe» e poi «Seelowe», leone marino, ma rimase sempre allo stato di progetto, fino a che non venne definitivamente archiviato con grande sollievo dell'ammiraglio Raeder che era in disaccordo con l'Esercito e con la Luftwaffe.

    Red_Group
    M 0.4
    M 0.4

    Numero di messaggi: 412
    Data d'iscrizione: 18.09.08
    Località: Reggio Emilia

    Re: La battaglia d‘Inghilterra

    Messaggio  Red_Group il Dom Ott 12, 2008 10:45 am


    Un giorno, durante uno dei suoi interminabili monologhi, Hitler confidò a Keitel perché, secondo lui. Londra non si decideva a discutere la pace.
    «Aspettano un aiuto dall'esterno - disse - Dagli americani? E’ possibile, ma l'America non farà mai la guerra Contro la Germania.
    Se entrerà, sarà soltanto per raccogliere l’eredità imperiale inglese e mettere le mani sul Canadà.
    Tolta allora l'America, resta la Russia.
    L'Inghilterra spera nella rottura dei nostri rapporti con l'Unione Sovietica.
    Io, però, ho il sistema per annientare queste speranze.
    Batterò rapidamente la Russia e farò la pace con gli inglesi quando potrò provargli che sono rimasti soli e nessuno sarà più in grado di aiutarli».

    In altre parole,voleva arrivare a Londra per la strada di Mosca.
    Comunque. il 16 luglio del 1940, prima di parlare al Reichstag, Hitler ebbe un ripensamento ed emanò l'ordine N .16 in vista dell'azione «Seelowe» che prevedeva immediati preparativi per lo sbarco su un fronte che, secondo i piani dell'esercito, andava da North Foreland sull'estuario del Tamigi alla baia di Lyne a sud di Bristol.
    Raeder insisteva invece per un'operazione più ristretta di faccia a Calais.
    I contrasti fra Marina e Forze armate di terra contribuivano a rendere il Fuhrer sempre più dubbioso e titubante anche se il Maresciallo Von Brauchitsch continuava a ripetergli che le truppe erano pronte e il successo sicuro.
    Il 1° agosto , all'istruzione N. 16, seguì la numero 17.
    Era l'ordine per un'offensiva aerea generale contro la Gran Bretagna, come fase preparatoria dello sbarco.
    Il giorno «J» venne fissato per il 5 agosto e Goering lo chiamò «il giorno dell'Aquila».

      La data/ora di oggi è Mer Mag 23, 2012 9:01 am